Il tasso

 

IL TASSO

Tasso

Testo: Sandro Casali - Foto: Andrea Suzzi Valli

Inconfondibile per la vistosa mascherina bianca e nera, questo tozzo e simpatico animale è un tipico abitante dei nostri boschi e delle nostre campagne. Prudente e sospettoso, è molto difficile da osservare in natura anche a causa delle abitudini prevalentemente notturne e, nonostante sia noto e diffuso in tutto il territorio sammarinese, in pochi lo conoscono veramente:
il tasso è infatti un animale pieno di sorprese e merita molto di più di quella semplice occhiata concessagli quando, purtroppo, giace privo di vita ai bordi di una strada.
Il tasso (Meles meles), mammifero appartenente all’ordine dei Carnivori, è il più grosso dei nostri Mustelidi (faina, puzzola, donnola); alto al garrese una trentina di centimetri, può arrivare a misurare fino a 80-90 cm di lunghezza con un peso di 10-20 chilogrammi. La corporatura robusta, la testa appiattita e le zampe corte e poderose munite di forti unghie ne fanno uno scavatore abilissimo. Il tasso è infatti un’animale specializzato in questo tipo di attività ed ogni parte del suo corpo è ben adattata allo stile di vita sotterraneo: il mantello è poco folto, la coda breve, il naso e il labbro superiore possono retrarsi in fase di scavo e le orecchie, piccole e rigide, si richiudono in avanti per impedire l’ingresso di terriccio nel canale uditivo.
La vista è poco sviluppata, contrariamente all’olfatto che è invece sviluppatissimo.
Diffuso in quasi tutta l’Europa e nell’Asia temperata e meridionale, manca nella Scandinavia settentrionale, in Islanda, in Corsica e a Cipro. In Italia è presente in tutta la penisola ma non in Sicilia e Sardegna.
L’habitat preferito dal tasso sono i boschi misti e di latifoglie con ricco sottobosco alternati a zone aperte come macchie, radure, pascoli e coltivi, sia in pianura che in montagna. Tali situazioni ambientali, laddove permangono ancora condizioni di semi naturalità, sono rappresentative e tipiche anche della nostra piccola Repubblica ed è proprio in questi residui lembi del territorio che il tasso ed altri animali selvatici trovano dimora.
L’attività quotidiana delle famiglie di tassi, animali monogami e territoriali ma anche piuttosto sociali (nonostante siano molto irritabili), si svolge all’interno e tutt’inttorno alla tana.
Questa, scavata in terreni asciutti e ricoperti di vegetazione, magari sfruttando le asperità e le cavità rocciose presenti sul luogo, è un vasto ed intricato complesso di corridoi e stanze che si sviluppa alcuni metri in profondità nel terreno per una superficie di decine di metri quadrati. Le camere utilizzate come dormitorio e come nido per l’allevamento dei piccoli, spaziose e confortevoli, sono sempre imbottite con muschio, erba e foglie secche; altre stanze vengono usate invece, soprattutto dai piccoli, per scaricare i loro escrementi quando non escono ancora all’esterno, mentre gli adulti lo fanno regolarmente in apposite fosse all’aperto. Sono sempre presenti numerose uscite di sicurezza che si aprono in punti diversi nel territorio circostante, utilizzate in caso di pericolo, e talvolta pozzetti di areazione per ventilare ed ossigenare l’interno.
I grandi complessi di tane, utilizzate per decenni e abitate da più famiglie o generazioni di tassi, sono molto spesso abitate anche dalla volpe e dall’istrice. Tale compresenza di specie diverse nel medesimo territorio, resa possibile grazie alla loro diversa specializzazione ecologica, è un evento piuttosto comune sul territorio sammarinese anche a causa della scarsità e della ristrettezza delle aree boschive idonee alle esigenze della fauna selvatica.
Durante la notte il tasso esce dalla tana e vaga in cerca di cibo all’interno del proprio territorio percorrendo sempre gli stessi sentieri ben marcati e sicuri (che divengono così molto visibili nel sottobosco). Il tasso pur essendo un Carnivoro è in realtà un animale onnivoro e dotato di una grandissima adattabilità alimentare: si ciba infatti di radici, bulbi, tuberi, semi, funghi, frutti ma anche di piccoli animali come roditori, rettili, anfibi, lumache, larve di insetti, lombrichi (di cui è ghiottissimo) e di uova, miele e all’occorrenza di carogne. Il nutrimento, individuato molto spesso sotto terra grazie al finissimo olfatto, viene portato in superficie scavando il terreno coi potenti unghioni e col muso appuntito (operazione questa che lascia evidenti ed inconfondibili tracce).
L’estate è l’epoca degli amori ed in questo periodo i tassi, più sociali del solito, emettono un vasto repertorio vocale fatto di brontolii sommessi e acuti richiami; soprattutto i maschi marcano continuamente il territorio mediante una secrezione dal forte odore di muschio e defecando in punti strategici dentro piccole buche scavate appositamente. La femmina durante il corteggiamento esegue una strana e misteriosa danza rituale. Dopo l’accoppiamento l’ovulo fecondato resta quiesciente per 4-5 mesi (fenomeno curioso e diffuso soltanto in poche altre specie animali) e dopo una “vera” gestazione di due mesi nascono, in genere all’inizio della primavera, 2-5 piccoli ciechi e coperti da un rado e morbido pelame. I piccoli vengono allattati per circa tre mesi all’interno della tana prima di compiere le prime uscite sotto la vigilanza costante della madre.
In autunno, all’età di 7-9 mesi, divenuti fisicamente adulti i giovani tassi abbandonano la famiglia per intraprendere una vita autonoma, ma diverranno sessualmente maturi solo dopo il secondo anno di vita.
Durante il periodo invernale il tasso, quando le temperature si fanno particolarmente rigide, dorme per lunghi periodi senza però cadere in un vero e proprio letargo; durante questi periodi abbassa comunque il proprio metabolismo basale e consuma lo spesso strato adiposo accumulato durante l’autunno.
Il tasso da adulto, se si esclude il lupo ed i cani rinselvatichiti (non presenti nel nostro territorio), non ha praticamente nemici naturali.
Un tempo veniva cacciato dall’uomo per la carne, la pelliccia ed il grasso che, secondo le credenze popolari, possedeva proprietà antireumatiche.
Oggi questo animale, protetto dalle leggi in molti paesi tra cui San Marino, è talvolta mal visto per i danni che può arrecare alle coltivazioni ed ai frutteti: in realtà la capacità di nuocere alle colture è assai modesta, mentre di gran lunga più prezioso e di indubbia utilità è il suo ruolo nell’ecologia del bosco.

 

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