Il torrente San Marino

 

Alla scoperta delle misteriose creature d’acqua dolce

IL TORRENTE SAN MARINO

Fra gli ecosistemi acquatici presenti nel nostro paese il Torrente San Marino ed alcuni suoi piccoli affluenti risultano attualmente quelli meno compromessi dall’inquinamento (soprattutto di tipo organico dovuto agli scarichi fognari) e, sebbene si tratti di ambienti relativamente ristretti, rivestono comunque un notevole interesse naturalistico per la ricca e diversificata comunità animale che vi prospera.
Per rendersi conto di quanto strane e varie siano le creature che vi abitano, la cosa migliore è risalire il torrente a piedi “armati” di un passino a retina fine, attrezzo utilissimo per rovistare tra i ciuffi di alghe e i depositi del fondo. Fra i tanti esserini che vedrete dimenarsi nel colino la componente faunistica prevalente è costituita dai cosiddetti macroinvertebrati d’acqua dolce, ovvero tutti quegli organismi di taglia superiore al millimetro tra cui le larve di numerose specie di Insetti.
Le larve degli Efemerotteri, riconoscibili dai tre lunghi filamenti caudali (cerci), pascolano sul fondo dell’alveo tra il limo e i sassi brucando alghe ed altre sostanze vegetali; hanno forma appiattita ed alcune addirittura possiedono delle ventose per aderire ai sassi e resistere alla corrente dell’acqua. Gli insetti adulti, trasparenti e delicati, tengono le ali chiuse verticalmente sul corpo e vivono solo per il brevissimo periodo necessario all’accoppiamento. Simili a queste, distinguibili per la presenza di due soli cerci, sono le larve dei Plecotteri; alcune vegetariane, altre predatrici di organismi più piccoli, sono considerate indicatrici di buona qualità ambientale. Gli adulti tengono le eli stese sul corpo e assomigliano a grosse formiche alate. Nascoste in astucci di varia foggia, costruiti con sassolini, resti vegetali o gusci di molluschi, vivono le larve dei Tricotteri; anch’esse vegetariane o carnivore, passeggiano lente sul fondo trasportando la loro mimetica zavorra. Gli adulti sembrano esili farfalle con lunghe antenne ed ali ripiegate a mo’ di tegola.
Molte creature dall’aspetto vermiforme strisciano nel fango in cerca di resti organici, altre aderiscono alle pietre nei punti di maggior corrente filtrando l’acqua con speciali apparati, atre ancora vivono alla superficie respirando con appositi sifoni e scappando alla minima vibrazione contorcendosi nell’acqua: sono tutte larve di Ditteri, tra cui, queste ultime, le Zanzare.
Di aspetto terrificante e spietate predatrici di invertebrati, girini e piccoli pesci sono le larve degli Odonati o libellule; tozze e lente cacciano le prede all’agguato catturandole col labbro inferiore trasformato in una lunga e mortale tenaglia estroflessibile.
All’ordine degli Eterotteri, insetti pungitori e succhiatori, appartengono alcuni generi che pattinano sul pelo dell’acqua come i Gerridi e le Idrometre, pronti a gettarsi su qualsiasi cosa cada in acqua; altre specie, come le Notonette, nuotano rovesciate sul dorso con le zampe trasformate in remi; altre ancora, le Nepe e le Ranatre, assomigliano a grossi scorpioni e stanno in agguato sulla vegetazione sommersa per catturare le prede con uno scatto fulmineo delle zampe raptatorie.
I Coleotteri, insetti dalle ali trasformate in una rigida corazza (elitre), contano diverse specie di Ditischi, tutti abili e veloci nuotatori nonché temibili predatori; i Girinidi, piccoli e neri, nuotano tutti insieme sulla superficie dell’acqua descrivendo veloci cerchi; altre piccole specie invece camminano lente tre i mischi e i detriti delle sponde trattenendo bolle d’aria sotto le elitre.
Oltre alle larve numerose degli insetti si rinvengono nella melma molte specie di Anellidi, vermiciattoli bianchi e sottili, piccole Sanguisughe inoffensive, diafani Crostacei e piccoli Molluschi come le chiocciole del genere Limnea.
Di notevole interesse è la presenza del Granchio di fiume, un grosso crostaceo di oltre 20 cm. a zampe estese, divenuto piuttosto raro un po’ ovunque; vive in prossimità delle pozze profonde scavando tane nel fango da cui esce di notte in cerca di lombrichi, lumache e resti animali.
Laddove la velocità dall’acqua è minore, come nelle insenature e nelle pozze, trovano l’ambiente ideale alla riproduzione gli Anfibi; in primavera sono ben visibili gli ammassi dei neri girini di Rospo, mentre quelli verdastri di Rana, Raganella, Ululone e Tritone se ne stanno isolati infilandosi nel fango al minimo avvertimento do pericolo. Nelle stesse zone, dove l’acqua permane anche d’estate, vivono anche alcune specie di Pesci tipiche degli ambienti torrentizi come il Cavedano, il Barbo, il Vairone, la Lasca, il Trotto, il Cobite e l’Anguilla; altre specie che invece sono state introdotte in stagni e laghetti sono la Carpa, la Tinca, il Carassio, la Scardola, l’Alborella, il Luccio, il Persico sole, il Pesce gatto e la piccola Gambusia.

Sandro Casali

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