Una sentenza troppo pesante

akido-1.jpgSan Marino 26 Novembre 2013 - La nota apparsa alcuni giorni fa sui quotidiani locali riguardante la sentenza di condanna di una cittadina proprietaria di due cani, che con il loro abbaiare avrebbero creato disturbo continuo ad alcuni vicini, è nota all’APAS fin dal lontano 2004, in cui si aperta  la causa civile in seguito ad una citazione per disturbo e odori indesiderati che i due cani di proprietà avrebbero provocato ad alcune famiglie strettamente confinanti. L’Associazione chiamata in causa, per verificare la condizione di e la custodia dei cani, rilevò una situazione adeguata, secondo le norme di legge a tutela degli animali di affezione, pur constatando che la loro collocazione, (ma d’altra parte la proprietaria spiegò di non avere altro luogo ove sistemare i due cani) era effettivamente molto vicina alle abitazioni confinanti, poiché esposta su una piccola strada d’accesso, molto utilizzata da varie persone. I volontari dell’APAS suggerirono comunque alla proprietaria di ricoverare i cani in garage almeno durante la notte, ma evidentemente tale soluzione non è stata possibile.

 

Dopo nove anni, in cui ci si augurava che da una parte o dall’altra si fosse addivenuti ad un accordo fra vicini, apprendiamo invece con dispiacere della condanna della proprietaria al pagamento delle spese quale “risarcimento “dei danni” causati dai cani ai denuncianti ma, cosa che più ci preoccupa, alla rimozione del box dove è ancora ospitato uno dei due cani, un piccolo trovatello di 15 anni, che di sicuro trovandosi ormai solo, non crea problemi di sorta.

 

La sentenza, confermata in appello  e che risale a giugno scorso, non parla di allontanamento del cagnolino, ma di “ricollocazione” del cane in altra ubicazione,) che tuttavia i proprietari  affermano di non avere, prendendo in considerazione anche l’eventuale rinuncia del cane, consegnandolo al canile! Auspichiamo che la proprietaria del piccolo meticcio, possa invece trovare una soluzione diversa da quella dolorosamente ipotizzata, considerando che un cane, soprattutto se anziano, vive volentieri anche spazi ristretti , purché sempre accanto alla sua famiglia, che lo potrà così accudire fino all’ultimo.

 

Riguardo alla preoccupazione che tale sentenza, possa costituire un precedente giudiziario nel nostro Paese, la cosa è opinabile, poiché esistono alcune sentenze simili in Italia, emesse ai danni di proprietari di cani e riferite proprio a casi come questo, cioè a cani collocati in spazi troppo vicini a luoghi molto utilizzati e frequentati.

 

L’Associazione Sammarinese Protezione Animali tuttavia, non può che esprimere nonostante tutto grande preoccupazione per questa pesante sentenza, che ha tenuto conto solo delle ragioni di una parte, senza considerare il diritto dell’altra a poter utilizzare il proprio spazio privato come meglio credeva, in tal caso ospitando i propri cani e accudendoli con cura e amore.

 

L’UFFICIO STAMPA APAS



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