Salute e longevità dei vegetariani



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Scriveva Colin Campbell nel suo interessantissimo testo The China Study  “Il fattore genetico è il proiettile, ma il grilletto è lo stile di vita”. Questo ad indicare che un giusto stile di vita ed una sana alimentazione sono in grado di modificare anche i caratteri genetici: gli alimenti dannosi possono attivare la predisposizione allo sviluppo di certe malattie come di lasciarle allo stato latente per tutta la vita.

La Repubblica del 4 giugno 2013 riporta il risultato di un esperimento su 73 mila volontari canadesi e statunitensi e pubblicato su Jama, il Journal of the American Medical Association, dal titolo “E ora lo dice anche la scienza: i vegetariani vivono di più, fino al 7% per le donne e fino al 18% per gli uomini”. E l’alimentazione vegana è la più salutare: chi elimina completamente la carne dalla dieta si ammala di meno e vive di più.


Un altro studio effettuato in Gran Bretagna dal 1993 al 2007 all’Università di Cambridge  e pubblicato sul Corriere della Sera il 6.5.2012, dice che “L’assenza di tabacco, il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura, l’esercizio fisico per mezz’ora al giorno e non più di un bicchiere di vino al giorno possono allungare la vita di 14 anni”.

Da considerare che questi dati si riferiscono a diete vegetariane ma se la dieta è vegana i benefici non possono che essere superiori, essendo latticini e uova correlati a patologie spesso peggiori di quelle prodotte dalla carne.

Esiste un diretto rapporto tra longevità e stile di vita. La longevità dipende dai geni, dall’ambiente, dallo stile di vita, dall’alimentazione ecc. A tal proposito scrive il prof Veronesi nel suo libro “Verso la scelta vegetariana” che il 30% dei tumori è dovuto all’alimentazione troppo ricca di grassi di origine animale; anche il cancro intestinale è correlato al consumo di carne. I vegetariani sono dal 20 all’80% più protetti da malattie cardiovascolari, il 40% più protetti dal cancro e dal 20 al 60% più protetti dall’alta pressione, e i bambini vegetariani si ammalano meno fin dall’asilo.

E nello stesso libro Mario Pappagallo dichiara: “In una percentuale che va dal 22 al 42% le persone si potrebbero salvare dal cancro cambiando abitudini alimentari; una percentuale di malattie gastrointestinali dal 30 al 70% è riconducibile a ciò di cui ci nutriamo. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura eviterebbe nel 20-33% dei casi un tumore al polmone, nel 66-75% un carcinoma gastrico, nel 33-50% un carcinoma mammario, nel 66-75% un tumore del colon e del retto, nel 33-50% un tumore della bocca e della gola, nel 33-66% un tumore del fegato, nel 50-75% un carcinoma all’esofago”.

Secondo Pappagallo tutto è scritto ma tutto è modificabile. Il Dna può subire mutazioni sotto l’azione dell’ambiente, dei cattivi stili di vita o di un’alimentazione non corretta. Esistono geni dell’invecchiamento e della longevità, ma oggi è possibile “addormentare” gli uni e attivare gli altri, grazie alla mappatura del genoma avvenuta una decina di anni fa.


Un cancro progredirà se troverà terreno fertile, se le difese dell’organismo sono fragili o indebolite. Un’alimentazione ricca di proteine e grassi animali, cereali raffinati e zuccheri sembra triplicare il rischio di recidiva e raddoppiare il rischio di morte rispetto al seguire un regime alimentare ricco di frutta, verdura e cereali integrali.

Alcuni cibi innescano o favoriscono i processi cellulari infiammatori, come i cibi spazzatura, le carni rosse, quelle lavorate, lo zucchero raffinato, i cibi fritti, i grassi delle carni, dei latticini e delle uova; quindi la dieta può rappresentare un fattore di rischio o di protezione dalle malattie. I nutrienti che maggiormente scarseggiano nella dieta occidentale sono i minerali e le vitamine.

Un altro aspetto che sicuramente incide sul benessere e sulla longevità degli individui è la parsimonia nel mangiare, la frugalità, la riduzione del quantitativo proteico e calorico. Da vari esperimenti effettuati da ricercatori in quest’ambito risulta che meno si mangia (entro certi termini naturalmente) e più a lungo si vive, addirittura la vita può allungarsi di un terzo. Insomma un pò di fame allunga la vita e le persone più longeve sono quelle piccole di statura e magroline.


Carl Darwin in una delle sue lettere dice: “I lavoratori più forti che io abbia visto sono i minatori del Cile: non vivono che di verdure e di leguminose”. Di questi stessi minatori tratta Sir Francio Head dicendo: “I minatori della regione centrale del Cile usano salire per una scala di 75 metri d’altezza, portando una cesta di 75 libre di minerale di rame, dodici volte al giorno, eppure il loro vitto è puramente vegetale giacché per sfamarsi mangiano pane e fichi al mezzogiorno e fagioli cotti e grano abbrustolito la sera”.

Il sign. F.T. Wood nell sue Scoperte in Efeso, scrive: “A Smirne i facchini turchi portano spesso da 400 a600 libre sulle spalle e un giorno il capitano mi indicò uno dei suoi uomini che portava  un carico di 800 libre verso un magazzino posto in un luogo elevato, cosicché con quel frugale alimento attestava una forza straordinaria”. Riguardo quelli stessi turchi sir William Fairbairn disse: “Il turco può vivere e lottare la dove i soldati di qualsiasi altra nazione morrebbero di fame. I loro costumi semplici, la loro astinenza dai liquori inebrianti e il nutrimento di soli vegetali valgono a porli in condizioni di poter sopportare le più gravi fatiche e sofferenze, potendo così vivere nel modo più sobrio e con i più semplici alimenti”.

Il prof. Brauccle, nei suoi resoconti sugli abitanti delle isole Marianne, scoperte nel 1620 dagli spagnoli, dice che essi erano vegetariani puri, si nutrivano soltanto di frutti e radici poiché non conoscevano il fuoco, ciò malgrado erano in grado di trasportare sulle spalle fino a 250 kg di peso, non soffrivano alcuna malattia e la durata della vita media era nettamente superiore a quella europea.

Il 29 luglio 1994 Rihen Mehta, vegetariano indiano di appena 12 anni, ha attraversato il canale della Manica (da Dover a Calais) a nuoto in 11 ore e 33 minuti stabilendo il record per gli under 13.

 

Il veneziano Luigi Cornaro al quale, dopo una vita di feste e di bagordi, i medici diagnosticarono 2 mesi di vita. Egli cambiò radicalmente il proprio stile e adottò un sistema sobrio e vegetariano. Alla fine fu presente al funerale dei suoi medici, a quello dei loro figli e a quello dei loro nipoti. Passati i 100 anni scrisse poi  La vita sobria, un  testo conosciutissimo soprattutto in America e visse fino a 104 anni.


L’età di alcuni grandi vegetariani:

 

Pitagora 74 (ucciso); Ippocrate 83; Tiziano 86, Shelton 90; Sofocle 91; G. B. Shaw 94; B. Russel 98; L. Cornaro 104.


Vantaggi dell’alimentazione vegana

- allunga la vita;

- evita la stitichezza;

- maggiore energia fisica e maggiore resistenza alle fatiche;

- maggiore lucidità mentale;

- riduce il rischio di contrarre malattie;

- alcalinizza il sangue;

- riduce l’uso di stimolanti, nervini, eccitanti ecc.

- feci  non maleodoranti

- minor tempo per preparare il cibo e digerirlo

- minore spesa alimentare…


Insomma se diventi vegan…

1): vivrai in ottima salute e più a lungo della media;

2): avrai più serenità interiore, maggiore sensibilità d’animo,

maggiore entusiasmo, ottimismo e gioia di vivere

e inoltre si svilupperanno le tue percezioni più sottili;

3): avrai la mente più libera e maggiori capacità di concentrazione,

avrai pensieri positivi, più fiducia in te stesso

e maggiore capacità di autodeterminazione;

4): avrai la gioia di aver contribuito a creare

una società più giusta e senza violenza;

5): avrai risparmiato la vita e la sofferenza

a migliaia di animali innocenti;

5): avrai contribuito a non affamare il Terzo Mondo;

6): avrai risparmiato 4.000 mq di foresta ogni anno;

7): avrai contribuito a disinquinare l’ambiente;

8): avrai risparmiato fiumi di acqua potabile;

9): avrai contribuito a ridurre notevolmente i consumi di energia;

10): avrai risparmiato sulle spese familiari.

 

Associazione Vegetariana Animalista

www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz



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