Ultima battuta di caccia al cinghiale a San Marino

cartello_cinghiali.jpgSan Marino, 13 Gennaio 2016Ultima battuta di caccia al cinghiale a San Marino. Persecuzione finita per ora, ma riprenderà purtroppo alla fine del prossimo Ottobre, cosi per i cinghiali non ci sarà mai pace. Ogni anno infatti le Istituzioni consegnano in mano ai cacciatori il destino di questi ungulati, affinché “liberino”il territorio della loro sgradita presenza, perché il concetto assimilato è la loro completa eradicazione. Come se il cinghiale non avesse diritto di vivere, di abitare boschi e campagne come qualsiasi altro animale selvatico, di svolgere il suo ciclo biologico come è diritto di tutti i viventi! L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, nell’ambito dell’Osservatorio della Fauna selvatica e relativi Habitat, organismo competente in materia, ha ripetutamente sottolineato la propria completa contrarietà alla caccia agli ungulati nel nostro territorio e, riguardo al cinghiale ha evidenziato l’estrema pericolosità di questa pratica, che svolta in un territorio urbanizzato diventa molto rischiosa per le persone.

Le armi utilizzate sparano proiettili a palla che facilmente possono deviare dalla traiettoria rimbalzando. Inoltre, anche se la gittata massima delle armi a canna liscia è 200 o 300 metri, in realtà una palla può arrivare con un alzo di 30° a ben 1200 metri! Quando la battuta al cinghiale è in corso vengono affissi cartelli plastificati di pericolo lungo il perimetro dell’area interessata… ma la cosa raccapricciante è che questi cartelli vengono praticamente posti vicino alle case, agli ingressi delle vie, lungo la strade principali…

Quindi ci si domanda: cosa dovrebbe fare un cittadino durante le ore di caccia al cinghiale? Chiudersi in casa, non circolare per strada, evitare di rientrare a casa per paura di divenire un bersaglio?! Se tutto ciò non fosse un chiaro esempio di inciviltà e di barbarie, la cosa ha del paradossale (il tutto col placet dei competenti Settori istituzionali) perché a rischiare brutalmente la vita non sono solo i cinghiali ma le persone! Inoltre, questione non ultima, vogliamo parlare del trattamento riservato ai cani? Aizzati, spronati sotto minaccia, detenuti in angusti luoghi nascosti per aumentarne (secondo la mentalità venatoria) l’aggressività e il senso predatorio, nutriti malamente, finiscono molto spesso feriti a morte dai cinghiali braccati e se non muoiono, una volta ricuciti dal veterinario vengono quasi subito rimessi in pista per rischiare ancora la vita!


Questo è la caccia al cinghiale, questo è la caccia: pericolo, brutalità, sopraffazione, crudeltà, devastazione, prepotenza, violenza, anacronismo, inciviltà! Ciascun lettore potrà aggiungere a piacere un aggettivo per descrivere questa pratica che vuole spacciarsi per sport.



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