Lasciamoli alle loro mamme

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San Marino, 10 Marzo 2016 - Il rispetto per la vita è una delle grandi conquiste dell'uomo, è un segno di civiltà, ma la vita non è propria solo dell’uomo ma di tutti gli organismi che popolano il Pianeta. L’uomo, animale intelligente e consapevole, dovrebbe essere il saggio custode non solo della propria ma anche della vita delle altre creature. Non è quindi in alcun modo accettabile la strage di creature viventi che alimenta ogni giorno l'industria della carne, e come ogni anno quella di agnelli e capretti, che trova il suo massimo orrore in occasione della Pasqua. Strappati alle madri che li piangono e li cercano belando disperatamente, sottratti ai loro giochi di cuccioli, vengono ammassati su furgoni che li portano alla morte, senza più un filo di voce per i belati di terrore che emettono fino all'ultimo istante di vita, gemiti simili al pianto di un bambino. Alcuni cuccioli muoiono durante il trasporto, quelli che arrivano, vengono storditi e sgozzati uno dopo l’altro in presenza di coloro che attendono terrorizzati. Ogni anno finiscono sulle tavole degli italiani circa 7 milioni di agnelli e capretti, con punte elevatissime di consumo durante le festività pasquali e natalizie. C’è chi accetta tutto questo, pur di servire a Pasqua un piatto tradizionale, c’è chi invece propone alternative “senza crudeltà”, etiche e libere da un consumismo che si alimenta di una tradizione insensata, fondata su prescrizioni religiose dubbie e strumentali. “Non vi sono prescrizioni religiose a fondamento della strage degli agnelli” e a spiegarlo è il teologo Don Luigi Lorenzetti: il comandamento “non uccidere” si estende anche agli animali- spiega il teologo- Infatti si dice 'Non uccidere' e non semplicemente 'Non commettere omicidio'. L'essere umano non ha il potere di creare la vita, non ha quindi il potere di toglierla né ai propri simili né agli altri animali.

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