Conferenza sul randagismo a San Marino - 22/04/2016

conferenza_randagimo_home.jpg
San Marino, 24 Aprile 2016 - Venerdì 22 aprile 2016 si è svolta la Conferenza sul randagismo dal titolo "Vita da cani.. e da gatti a San Marino" che ha visto come relatori: il Segretario di Stato alla Sanità e Sicurezza Sociale On. Francesco Mussoni, il Dirigente del Servizio Prevenzione e Sanità Pubblica Dott. Renaldo Ciro Renzi, il Dott. Maurizio Battistini del Servizio U.O.S. Sanità Veterinaria e Igiene Alimentare, Il Capitano di Castello di Faetano Fanny Gasperoni, Angela Pelliccioni ex responsabile del Rifugio APAS, il Presidente dell'APAS Emanuela Stolfi. Di seguito i punti toccati nella relazione dal Presedente dell'APAS e le slide relative aglii argomenti trattati. >>> Tutte le foto <<<


"La nascita dell’APAS è legata strettamente al problema del randagismo a San Marino. Nel 1986 quando si è costituita l’Associazione Sammarinese Protezione Animali il randagismo canino si risolveva ancora con la soppressione dei cani randagi. Le azioni concrete svolte immediatamente dall’APAS sono consistite nel sottrarre i cani da morte certa per collocarli in rifugi di fortuna, accudirli e affidarli. Contemporaneamente l’APAS ha agito per costruire il Rifugio di Faetano, che avesse anche la funzione di canile pubblico, in cui i cani catturati non venissero più soppressi e, se non affidati, vi trovassero un ricovero permanente. Tutto ciò sancito dalla Legge n° 54 del 23 aprile 1991 promossa dall’APAS per iniziativa popolare.

I 20anni successivi hanno rappresentato una vera e propria emergenza, a tal punto che il Rifugio APAS in più occasioni ha rischiato il collasso per sovrannumero di presenze di cani. L’inversione di tendenza è arrivata solo a metà degli anni 2000, periodo in cui gli arrivi hanno cominciato a decrescere. La lenta ma continua diminuzione dei cani al Rifugio, dimostra come il fenomeno del randagismo sia ad oggi sostanzialmente sotto controllo. A questo hanno contribuito una maggiore coscienza civile, l’obbligatorietà del microchip e il fatto che negli anni siano sorti canili comunali nel circondario. Inoltre, grande importanza hanno rivestito le campagne di educazione e sensibilizzazione svolte nel corso degli anni, l’assegnazione di incentivi economici per la sterilizzazione delle cagne di proprietà, il fatto che le femmine affidate dal Rifugio vengano consegnate sterilizzate, e come già detto, una maggiore consapevolezza dei cittadini nel rapporto responsabile con il proprio cane.

Se da una parte il fenomeno del randagismo dovuto agli abbandoni, risulta oggi gestibile e quindi sotto controllo, non si può ancora dire che il problema sia completamente risolto, in quanto sono in aumento le rinunce di proprietà degli animali di affezione, dovute a ragioni di tipo economico, oppure familiari (separazioni, trasferimenti all’estero, anziani che vanno in casa di riposo, decesso del familiare proprietario del cane…).

Più complessa la situazione del randagismo felino, che risulta più difficile da contenere per ragioni comprensibili legate alle caratteristiche biologiche ed etologiche del gatto. Ogni anno, da aprile a settembre l’APAS ha dovuto affrontare una vera e propria emergenza. Al Rifugio giungevano infatti oltre 200 gatti (prevalentemente cuccioli e spesso in cattive condizioni sanitarie), cifra che solo recentemente ha registrato una flessione, grazie soprattutto agli interventi di sterilizzazione attuati sulle colonie attraverso il progetto Colonie Felici giunto alla sua terza edizione. Il progetto Colonie Felici è iniziato nel 2013 ed ha coinvolto 4 volontarie APAS, 1 veterinario libero professionista e 1 veterinario dello Stato. Nel triennio 2013 – 2016 sono stati sterilizzati 583 gatti di cui 2/3 femmine e censite 194 colonie feline.

Ad oggi i gatti delle colonie segnalate ammontano a circa 1.500. Il lavoro da fare è ancora tanto, occorre infatti continuare ad operare sul versante colonie feline ma anche sui gatti di proprietà. Per questo bisogna sensibilizzare ulteriormente la popolazione, affinché ogni proprietario provveda alla sterilizzazione dei propri gatti. In questo modo si eviteranno cucciolate indesiderate o incontrollate, che andrebbero a creare inevitabilmente colonie di randagi. Non dimentichiamo che il randagismo degli animali da compagnia trova la sua origine nella cattiva custodia degli animali di proprietà: i canili e i gattili sono il frutto purtroppo di questa cattiva cultura.


Il Rifugio APAS in cifre - dati al 31/12/2015 - Al 31 dicembre 2015 al Rifugio APAS erano presenti 75 cani, 65 gatti, 4 conigli e 1 faraona.
CANI - Nel corso del 2015 si sono registrati 79 ingressi, un numero superiore di 14 unità rispetto al 2014, soprattutto a causa di rinunce di proprietà. Nell’anno appena trascorso hanno trovato una nuova famiglia 42 cani, mentre 29 sono stati riconsegnati al proprietario, grazie al microchip, che ne ha permesso la restituzione immediata. Per quanto riguarda invece il triste capitolo dei decessi, nel 2015 sono stati ben 17 i cani deceduti, solo alcuni morti per malattia, la maggior parte di essi per le patologie della vecchiaia.

GATTI - Nel 2015 sono arrivati al Rifugio 153 gatti, 15 in meno rispetto al 2014 e comunque un valore decisamente inferiore alla media degli ultimi cinque anni grazie al “Progetto Colonie Felici” ora alla sua terza edizione volto alla prevenzione e censimento del randagismo felino. I gatti affidati nel 2015 hanno raggiunto quota 145 (15 adulti e 130 gattini) cifra in linea con quelle registrate negli anni precedenti.

conferenza_randagimo_home.jpg


Segnala questo articolo sui Social Networks
Google! Facebook! Twitter!

Una storia di cuore

Pubblicità progresso