San Marino: la situazione dei torrenti è drammatica

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San Marino, 22 giugno 2017 - Il problema del prelievo idrico dai torrenti e dai corsi d’acqua minori è pratica diffusa ed attuata da sempre in tutto il territorio. Non per questo contadini ed agricoltori possono giustificare tale operato asserendo che si è sempre fatto così e che i danni all’ambiente sono ben altra cosa. Oggi la cultura naturalistica così come la sensibilità verso le problematiche ambientali sono notevolmente cresciute ed anche i cittadini, sempre più fruitori del patrimonio naturale comune, cominciano a percepire l’alto valore ecologico oltre che ricreativo ed estetico di un corso d’acqua o di un fosso naturale. Occorre oggi pertanto affrontare problemi che un tempo non venivano presi minimamente in considerazione, tenendo conto delle esigenze di tutti, del rispetto delle aree naturalistiche tutelate e delle nuove leggi in materia ambientale e del fatto che il patrimonio naturale sia un bene indisponibile di tutta la comunità sociale. Il divieto dei prelievi idrici nelle zone ad alta valenza ecologica come il bacino del Fosso di Canepa, i tratti alti del Torrente San Marino e Marano ed altri fossi minori, in periodi critici come quelli che si sono verificati negli ultimi anni ed in particolare in questa anticipata estate siccitosa, rappresenta al momento l’unica garanzia per la sopravvivenza della biodiversità fluviale e per la fauna selvatica, in attesa delle auspicate precipitazioni.


L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, rendendosi portavoce di molti cittadini preoccupati per il continuo andirivieni di furgoni e trattori recanti cisterne per il prelievo d’acqua a scopo privato, per irrigare orti e giardini, ha segnalato nei giorni scorsi la problematica all’UGRAA, affinché in accordo con le Segreterie di Stato competenti, si provveda all’applicazione delle norme di legge dettate dal Codice Ambientale, pena l’applicazione delle sanzioni previste. L’autorizzazione alla captazione ed al prelievo idrico dai corsi d’acqua del territorio, già regolamentata dall’Art. 86 del C.A. dovrebbe quindi poter essere sospesa mediante specifica ordinanza almeno in occasione di eventuali periodi siccitosi come questo.

Il Centro Naturalistico Sammarinese, che da anni si impegna nel monitoraggio e ripopolamento delle specie fluviali autoctone, e che da sempre segnala agli uffici preposti il prelievo idrico incontrollato e i danni causati ai torrenti dagli scarichi fognari abusivi, consultato dall’APAS, ribadisce la necessità inderogabile di vietare il prelievo idrico dall’alveo del Fosso di Canepa per tutto l’arco dell’anno, ed al momento, anche dai corsi d’acqua sopra citati, proponendo in alternativa la predisposizione di piccoli laghetti che, oltre ad assicurare una certa disponibilità idrica nei periodi siccitosi, costituirebbero se allestiti secondo precise regole, ambienti idonei alla sopravvivenza ed alla riproduzione di diverse specie di anfibi a rischio di estinzione, punti di abbeveraggio per gli uccelli e per la fauna selvatica in genere.


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