Cinghiali barbaramente uccisi dal servizio vigilanza ecologica di San Marino

cinghiale_home.jpgSan Marino, 29 Gennaio 2010 - L’Osservatorio sulla Fauna selvatica e relativi Habitat, nella seduta dello scorso 11 Dicembre 2009, deliberando in materia di caccia al cinghiale, ha decretato la barbara uccisione di alcuni esemplari, nelle oasi di ripopolamento. I poveri animali sono stati attirati con cibo, all’interno di gabbie-trappola e qui uccisi freddamente dal Servizio di Vigilanza Ecologica. L’art 10 del regolamento per la caccia al cinghiale, prevede di limitare la presenza di cinghiali nelle oasi, nelle zone a parco e nelle zone di caccia vietata, ma non prevede l’uccisione cruenta e cinica di animali ignari attirati appositamente, intrappolati e uccisi nel peggiore dei modi, senza nemmeno avere la possibilità di mettersi in salvo!

L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, pur facente parte dell’Osservatorio, in rappresentanza delle Associazioni animaliste e ambientaliste, ha costantemente dissentito sulle scelte di sopraffazione e di repressione ai danni della fauna selvatica che molto spesso l’Osservatorio stesso ha deliberato a maggioranza, con la convinzione di “gestire” in maniera corretta gli ecosistemi naturali. In quelle occasioni ha sostenuto continuamente proposte di rispetto e di difesa degli animali selvatici, sempre più provati dalla sottrazione dei loro habitat, dall’inquinamento di aria, acqua e suolo, dagli squilibri climatici e dai metodi repressivi riservati loro dall’uomo.

La modalità di “prelievo” dei cinghiali da parte del Servizio di Vigilanza ecologica è ripugnante, poiché sconfina nel vero e proprio maltrattamento e uccisione inutile di animale, perseguibile in base all’Art. 282 bis del CP, uccisione ingiustificata,  quanto inefficace perché inutile ai fini dell’eventuale contenimento degli esemplari. Inoltre, da un punto di vista procedurale non ci sembra che tali prelievi rispondano pienamente a quanto l’Art. 10 del regolamento in materia prevede, poiché, avrebbero dovuto coinvolgere casomai cacciatori abilitati, evitando in ogni caso agli sventurati cinghiali una fine così ingiusta e terribile.

L’APAS condanna fermamente quanto accaduto, ritenendo disumani, privi di qualsiasi etica, e antiscientifici i metodi di limitazione utilizzati dall’UGRAA e dalle Guardie ecologiche, poiché non rispettosi della dignità e del diritto alla vita degli animali, in considerazione del ruolo insostituibile che ognuno di essi svolge ai fini del controllo e rafforzamento delle altre specie.

L’UFFICIO STAMPA APAS

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