Due terzi degli italiani contro la caccia

Pur di non sostenere un candidato favorevole alle doppiette, 4 su 10 pronti a cambiare voto

Uno degli ultimi sondaggi Ipsos ha trattato un argomento che infiamma gli animi sotto campagna elettorale in modo trasversale a partiti e ideologie: la caccia. Enpa, Lav, Legambiente, Lipu, Wwf hanno, attraverso l’Ipsos, chiesto agli italiani delle tredici regioni chiamate al voto, cosa pensano dell’attività venatoria e se avrebbero votato un candidato favorevole alla caccia. I risultati faranno infuriare i cacciatori: quattro su dieci cambierebbero voto.

E ancora: solo un terzo degli italiani è favorevole o «neutrale» nei confronti della caccia, a prescindere dallo schieramento politico. E di questi, meno di uno su dieci è «assolutamente favorevole». Le associazioni venatorie da mesi protestano, dicono che la legge italiana non è al passo con quella europea e preparano per martedì una manifestazione di protesta a sostegno anche del decreto passato in Senato, il vituperato (dagli animalisti) articolo 43 che amplierebbe i tempi di caccia. A quel decreto è contrario l’81% degli italiani e favorevole solo il dieci, il resto non se ne occupa.

Su quanto approvato dal Senato solo il 3% degli elettori Pdl è d’accordo con il proprio partito e ritiene le regole odierne troppo rigide, ma nella stessa area politica per quasi la metà (47%) «la caccia è un’inutile crudeltà che andrebbe vietata». Questo valore va sommato al 28% che vorrebbe regole più rigide e, solo per questo caso sommato anche al 20% che ritiene la legge attuale equilibrata. Siamo quasi alla totalità: 95%. La parte più interessante però arriva alla dichiarazione di voto: «Due terzi si dichiarano “contrari” o “totalmente contrari” - spiegano le associazioni - se i candidati proponessero regole a favore della caccia (66% fra gli elettori di centrodestra e 75% di centrosinistra). E se il candidato che si vuole votare proponesse interventi a favore della caccia cambierebbero voto: il 34% nel centrodestra e il 43% nel centrosinistra».

Insomma una débâcle per i cacciatori che in queste ultime settimane si stanno impegnando per fare accettare le loro posizioni, sentendosi discriminati. Federfauna scrive di «razzismo verde» mentre Sergio Berlato deputato Pdl al parlamento europeo e sostenitore della caccia dichiara ai giornali: «Facciamo lobby con agricoltori e chi si occupa di animali».

«Le opinioni degli italiani sulla caccia - concludono Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia - non lascia spazio a dubbi: i contrari sono una maggioranza schiacciante e trasversale di cui i partiti e i gruppi politici dovrebbero prendere atto»

Fonte: La Zampa.it

ANTONELLA MARIOTTI




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