Cinghiali nel mirino: la posizione dell'APAS

caccia_al_cinghiale_2.jpgSan Marino, 4 Novembre 2010 - L’apertura della caccia al cinghiale nei prossimi giorni, ci dà modo di precisare la posizione dell’Associazione Sammarinese Protezione Animali, in merito alla caccia e nello specifico a questo tipo e forma di caccia. L’APAS fa parte dell’Osservatorio sulla Fauna selvatica e relativi Habitat (L.12 Aprile 2007 n.52) fino dalla sua costituzione; in tale organismo ha costantemente espresso la propria posizione contraria, ponendola a verbale, all’abbattimento di specie protette dalle Direttive europee e nello specifico, alla caccia al cinghiale, cruenta e molto angosciante per la preda, pericolosa per le persone e per i cani. In un territorio esiguo come la Repubblica di San Marino, la caccia al cinghiale non risulta in alcun modo giustificabile, intanto perché non vi sono dati numerici che indichino una sovrappopolazione di questi animali e che quindi “obblighino all’abbattimento per invasione”.

Se viene fatta è esclusivamente per  “il passatempo e la passione” di pochi, che però non tengono conto come questo loro modo di trascorrere le giornate possa divenire un grave rischio per l’incolumità del prossimo. Non servono i regolamenti, la delimitazione di zone, i comunicati alla cittadinanza, le pallottole utilizzate in questo tipo di caccia possono colpire chiunque oltre la distanza di sicurezza prevista comunemente dal regolamento venatorio. La modalità di caccia adottata quest’anno “braccata in squadra organizzata” che va a sostituire la caccia in forma individuale, non risolve a nostro avviso il problema della sicurezza, poiché l’errore umano può accadere e a farne le spese può essere chiunque.

I recenti episodi di indisciplina venatoria, che hanno riguardato il bimbo colpito da alcuni pallini da caccia mentre sostava alla fermata del’autobus e l’abbattimento, siamo certi volontario, di un picchio rosso al Parco Ausa, fanno ben capire che non bastano regole e disposizioni per governare coloro che girano armati, seppure per esercitare uno “sport”. Occorrono piuttosto vero senso civico e assunzione di responsabilità, ma soprattutto una reale coscienza ecologica, che privilegia il binocolo e la macchina fotografica al fucile.

Gli animali selvatici sono una grande risorsa, la loro presenza nei nostri boschi deve rappresentare un vanto, non un motivo per giustificare assurdi interventi armati. Troppo spesso invece, persino nell’ambito dell’Osservatorio, sentiamo parlare di abbattimenti “necessari”, catture, eradicazioni e simili scempiaggini, quando invece sarebbe più opportuno pianificare interventi di salvaguardia delle specie più a rischio, di  incremento e potenziamento del verde e degli habitat, in cui la fauna autoctona possa trovare il necessario alla propria sopravvivenza.


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