Documento presentato agli ecc. Capitani Reggenti relativo alla richiesta di revoca del Decreto D. n. 166 del 15 ottobre 2010 e adeguamento della legislazione in materia di ambiente, tutela della fauna e della salute dei cittadini



San Marino, 18 Novembre 2010

Ecc.mi Capitani Reggenti
Giovanni Francesco Ugolini
Andrea Zafferan
i
LORO SEDI


Oggetto: richiesta di revoca del Decreto D. n. 166 del 15 ottobre 2010 e adeguamento della legislazione in materia di ambiente,tutela della fauna e della salute dei cittadini

In data 9 Novembre 2010 si è costituito il Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente, della  fauna e della salute dei cittadini, con lo scopo di salvaguardare l’integrità dell’ambiente naturale del territorio della Repubblica di San Marino, attraverso azioni che consentano di evidenziare gli abusi o le scelte gestionali non corrette, a discapito della salute dei cittadini, della flora e della fauna, patrimonio indisponibile dell’intera comunità.
Del Comitato, aperto a tutti gli Enti e cittadini che ne condividono intenti e obiettivi,attualmente fanno parte alcune Associazioni di volontariato a carattere ambientalista,animalista,ecologista,culturale e singoli cittadini.
Il Comitato è sorto a protesta della scelta operata dalla Federazione Sammarinese della Caccia (FSdC) e in conseguenza dall’Osservatorio della Fauna Selvatica e relativi Habitat, di sancire e regolamentare la caccia al Cinghiale nel territorio della Repubblica di San Marino, scelta confermata dall’emanazione del Decreto Delegato 15 Ottobre 2010 n.166.

Alla luce delle numerose e pubbliche proteste esternate da singoli cittadini,Associazioni e Giunte di Castello,il costituito organismo di coordinamento si rende portavoce delle preoccupazioni e del pensiero degli stessi,secondo cui la caccia al cinghiale a San Marino non può e non deve essere praticata per le seguenti ragioni:

- Assenza di censimenti sulla densità dei cinghiali in territorio.
- Aree adibite con estensione molto inferiore a quella prevista (almeno 1000 ha)
- Distanze di sicurezza inadeguate; l’art 32 del Testo Unico sulle disposizioni legislative di caccia, obbliga a distanze non inferiori a 100 m dalle abitazioni, strade, posti di lavoro ecc e a distanze non inferiori a 150 quando si spara in direzione degli stessi; da ciò si desume che le 4 aree adibite alla caccia al cinghiale risultano del tutto fuorilegge, dal momento che i cartelli di perimetrazione sono stati posti lungo le strade carrozzabili e vicini alle abitazioni!
- Le armi e le munizioni utilizzate per la caccia al cinghiale sono molto pericolose, non garantiscono la distanza di sicurezza, visto che la loro gittata è di molto superiore alle distanze di cui sopra e i proiettili devastanti.
- La tipologia di caccia adottata quest’anno “braccata in forma collettiva” che consente la partecipazione fino ad un max di 35 cacciatori (!) risulta essere la forma più impattante per l’ambiente, la più angosciante per il cinghiale, la più pericolosa per uomini e cani. Perché mai allora scegliere proprio questa, quando il Piano Faunistico 2005 e pareri di esperti in materia hanno indicato allo stesso Osservatorio, casomai fosse stato necessario, altre forme di limitazione della specie? (esempio: girata o selezione)
- Il regolamento adottato per la caccia al cinghiale, non fornisce garanzie sui controlli delle infrazioni venatorie generiche, sulla stessa conduzione della battuta, nonché sulla perizia dei cacciatori “abilitati” (è sufficiente avere il patentino… per evitare incidenti?)
- L’utilizzo di intere  aree boschive, anche per due soli giorni alla settimana, per la caccia al cinghiale, limita fortemente la libertà di quei cittadini che vogliono vivere il bosco o le zone vicine per sane passeggiate, raccolta di erbe, funghi, frutti, per il solo piacere del contatto con la natura.
- Non risultano ad oggi almeno nel nostro territorio devastazioni di colture ad opera di “branchi di cinghiali”tali da dover pensare ad una eradicazione di questo animale.
- La caccia al cinghiale è una pratica anacronistica e incivile, non motivata, almeno nel nostro territorio, da reali ragioni di sovrappopolazione della specie, poiché non vi sono habitat sufficientemente estesi ed adatti ad essa per vocazione.
- Inoltre è eticamente inaccettabile che un esercito di uomini armati accerchi, senza possibilità di scampo, ignari animali nel proprio ambiente naturale, operandone il massacro programmato.

Alla luce di quanto esposto, il Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente, della  fauna e della salute dei cittadini, richiede:

- il ritiro immediato del Decreto D. 15 Ottobre 2010 n.166, al fine di interrompere entro questa stagione venatoria la caccia al cinghiale;
- la modifica in tempi brevi della Legge 12 Aprile 2007 n. 52 (Legge che ha istituito l’Osservatorio) affinché l’Osservatorio della Fauna Selvatica e relativi Habitat, possa divenire a tutti gli effetti Organismo Paritetico, incrementando in esso il numero dei rappresentanti delle Associazioni ambientaliste e animaliste;
- l’istituzione di un corpo di Guardie Zoofile volontarie che possano perseguire le infrazioni venatorie e tutti i casi di maltrattamento di animali;
- che il Comitato di Coordinamento per la Tutela dell’ambiente e della fauna, possa assumere un ruolo consultivo in riferimento a dette questioni e che sia garantito il diritto all’informazione di Associazioni e cittadini.

Confidando in una attenta valutazione da parte delle Istituzioni  delle ragioni sopra esposte e delle conseguenti istanze, nel ribadire che l’ambiente naturale è un bene di tutti  e che tutti hanno diritto a viverlo in armonia con le altre creature che lo popolano, le quali non debbono essere assoggettate all’arbitrio, agli interessi e allo sfruttamento di pochi, per piacere o passatempo, in attesa di riscontri in tal senso, si porgono distinti saluti.
Gli aderenti al Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente e della fauna,

Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS)

Associazione Micologica Sammarinese (AMS)

Associazione Oasiverde

Associazione culturale “ Don Chisciotte”

Comitato per la tutela dell’Ambiente e della Salute

Movimento Sottomarino

Orgoglio Operaio








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