Giustizia per il capriolo ucciso a bastonate

capriolo_sentenza.jpgSan Marino, 18 Gennaio 2011 - Soddisfazione dell’Associazione Sammarinese Protezione Animali, per la sentenza di condanna emessa ieri 17 Gennaio, giorno dedicato a S. Antonio abate, protettore degli animali da cortile, contro uno degli indagati nel maltrattamento e uccisione a colpi di bastone di un capriolo, avvenuti nella prima mattinata di giovedì 13 agosto 2009. Il povero animale, dopo essere precipitato dalla mura soprastante, impaurito dai fari di un’auto guidata da un agente di vigilanza, che pur vedendolo precipitare non ha provveduto a chiamare soccorso, dopo un salto di 12 mt ferito a morte e urlante per il dolore è “stato pietosamente finito a bastonate” da un manipolo di incivili.

Questi, senza richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e soprattutto del veterinario di Stato reperibile, che lo avrebbe eventualmente soppresso con metodo indolore, hanno appunto operato il  massacro e caricato velocemente il corpo sulla Fiat Punto, autoradio a tutto volume, messa a disposizione da uno di loro. Proprio quest’ultimo, rintracciato grazie al numero di targa, ha subito sentenza di condanna, in base all’art. 282 bis del codice penale. All’imputato è stata comminata una pena pecuniaria di 4000 Euro, più il pagamento delle spese processuali e legali.

L’APAS, che già allora si era premurata di sporgere denuncia contro gli autori del disumano gesto, in sede di dibattimento si è costituita parte civile, con l’intento appunto di sottolineare la gravità dell’episodio ai danni di un esemplare della fauna selvatica, ancora non adeguatamente protetta da specifiche normative. Rimane tuttavia il rammarico che il o i colpevoli materiali del massacro, siano rimasti ignoti a causa di una vergognosa omertà da parte dei soggetti coinvolti nella vicenda.

L’APAS ringrazia gli operatori della giustizia per la sensibilità dimostrata nel contesto processuale, dove in più occasioni è stata rimarcata la necessità di una umana e civile convivenza con le altre specie. Auspica infine che il povero animale non sia morto invano e che questa sentenza ribadisca il principio che nessuna violenza possa essere perpetrata ai danni di qualsiasi animale

>>> Cronistoria della vicenda

L’UFFICIO STAMPA APAS


Segnala questo articolo sui Social Networks
Google! Facebook! Twitter!

Una storia di cuore

Pubblicità progresso