Protezione della fauna: occorre fare un salto di qualità sottoscrivendo la Convenzione di Berna

com_coord__1.jpgSan Marino, 12 Febbraio, 2011 - Il Comitato di Cordinamento per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini interviene dopo la lettera dei "veri cacciatori" E’ con piacere che il neo-nato Comitato di Cordinamento per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini risponde alla lettera firmata dai “cacciatori veri”. Siamo sicuri che il vostro punto di vista generi non poco malcontento in quella parte di cacciatori capace di influenzare molte posizioni tanto da permettere di farsi creare delle leggi ad hoc di cui beneficiano solo pochi esponenti. D’altronde è la solita storia di tutte quelle realtà conosciute e risapute da anni ma mai realmente affrontate perché capaci di alimentare gli interessi di chi ha il potere decisionale.

Come Comitato non siamo stupiti della presa di posizione di coloro che sino ad ora sono rimasti in disparte ma che noi sappiamo non essere in pochi: da una parte c’è dunque chi, ben rappresentato dalla FSdC, ritiene tutto gli sia dovuto per derivazione divina essendo “figli della dea Diana”, che pretendono che ciò che la natura offre spontaneamente a tutti i viventi sia in realtà legittima proprietà di una improbabile quanto pericolosa “continuità genetica” in stile ariano, coloro che, seppur essendo una ristretta minoranza, hanno il diritto di accedere ad attività costruite con leggi ad hoc quali la braccata al cinghiale; dall’altra parte ci sono quelli che derivano la propria esperienza dall’impegno, da un attento studio delle leggi e dalla volontà di non ledere i diritti altrui, ma che tuttavia si ritrovano esclusi a priori da attività organizzate in maniera elitaria, ed oltretutto, privi di una reale rappresentanza, esprimono con dignitosa fermezza un punto di vista che non è affatto la presa di posizione di pochi.

Questo modo di pensare è infatti diventato già da anni quel metodo di azione logico e razionale che si trova appena fuori dai confini di San Marino. Non è a caso infatti che i frontalieri tassati mettano sul tavolo della replica anche l’avvertimento dei cacciatori italiani. La caccia in molte zone d’Italia segue un livello di gestione (attraverso regolamentazioni, monitoraggi, regimi di controlli e sanzioni) che a San Marino è ancora un miraggio. Basta dire che dove qui esiste ancora la ridicola farsa del pronto caccia (il cacciatore deve prima impaurire un pollo vestito da fagiano per farlo allontanare quel tanto da farglielo sembrare una preda), dove si possono indistintamente abbattere tante specie altrove protette come il fringuello, in tutta Europa si festeggerà tra poco il 30° anniversario della Convenzione di Berna.

Cos’è questa Convenzione? Bè, dev’essere una cosa abbastanza importante visto che tutta l’Europa l’ha sottoscritta, nonché molti altri Paesi al mondo tra cui tanti Stati africani. Solo due nazioni ne sono ancora fu ori: la Federazione Russa e, UDITE UDITE, proprio San Marino! Siamo Patrimonio dell’Unesco ma a livello faunistico restiamo dietro ai Paesi del Terzo Mondo! Perciò, cari “cacciatori veri”, non pensiate di essere soli: se a voi la caccia praticata in Italia è più congeniale, è solo perché lì potete evidentemente rispecchiarvi in quel civile buon senso da cui evidentemente San Marino è ancora esente ed è per questo che cogliamo l’occasione per proporre una valutazione della Convenzione di Berna da parte dei rappresentanti della nostra Repubblica, affinchè si adoperino per fare in modo che, se da una parte la nostra Repubblica non appaia agli occhi di tutta Europa come deficitaria di quelle posizioni che vanno a tutelare diritti ritenuti ovunque inalienabili, attraverso la ratifica possano nel contempo eliminare quegli ulteriori attriti che ci rendono attaccabili da parte delle realtà già aderenti appena fuori dai nostri confini.

CS


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