Richiesta di sottoscrizione della Convenzione di Berna da parte della Repubblica di San Marino


San Marino, 28 Febbraio 2011

Onorevole  Segretario di Stato per gli Affari Esteri
Antonella Mularoni

Onorevole Segretario di Stato al Territorio e Ambiente
Giancarlo Venturini

E p.c.
Alla Rappresentanza Sammarinese all’Assemblea Parlamentare del  Consiglio d’Europa

Dott.ssa Ivana D’Alessandro Segreteria della Convenzione di Berna

Loro sedi


Oggetto: richiesta di sottoscrizione della Convenzione di Berna da parte della Repubblica di San Marino


On.le Segretario di Stato,

il Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini, di cui fanno parte diverse Associazioni culturali, ambientaliste ed animaliste, a rappresentanza di numerosi cittadini, ritiene indispensabile sottoporre alla Sua gentile attenzione una istanza considerata di grande valenza culturale e operativa, ovvero la sottoscrizione e relativa ratifica da parte della Repubblica di San Marino della Convenzione di Berna, riguardante la conservazione delle specie selvatiche e dell’ambiente naturale in Europa.
In considerazione di ciò, si rammenta la ratifica della stessa normativa da parte della vicina Italia già nel lontano 1982, mentre la Repubblica di San Marino, pur essendo parte integrante del territorio geografico della penisola e membro da lungo tempo del Consiglio d’Europa, nell’arco di un trentennio non si è ancora adeguata.

Gli ecosistemi e la biodiversità sono sempre più minacciati dalle azioni dell’uomo, che in modo dissennato e tutt’altro che lungimirante distrugge per mera speculazione e per le ragioni più svariate gli ambienti naturali, inquinando aria, acqua e suoli; distruggendo il verde e determinando con le proprie attività l’estinzione di numerose specie animali. Beni che rappresentano un patrimonio indisponibile dell’intera comunità internazionale, dai quali dipende la sopravvivenza della stessa specie umana e che, per questo, tutti hanno il dovere di difendere e conservare: Istituzioni nazionali e internazionali in prima istanza.
Non è certo una nota di merito purtroppo, il fatto che la Repubblica di San Marino in tutti questi anni non abbia ancora sottoscritto la Convenzione di Berna. Anni in cui invece, diverse nazioni in Europa hanno provveduto a farlo, persino Armenia, Bosnia, Georgia e Serbia-Montenegro, solo per citarne alcune. Nazioni con un passato storico e politico difficili, cosa che tuttavia non ha impedito loro di preoccuparsi della salvaguardia del proprio ambiente naturale.

Molti altri Stati non europei, fra cui alcuni Paesi africani, hanno desiderato aderire alla Convenzione di Berna per tutelare i preziosi ecosistemi del proprio paese, che rappresentano peraltro un’importante risorsa turistica. Nonostante ciò, la Repubblica di San Marino, paese turistico per eccellenza, con una storia di tutto rispetto, insieme alla Federazione Russa non ha sottoscritto la Convenzione.

In passato già alcune Associazioni, come APAS, AMS e OasiVerde, si sono congiuntamente attivate per invitare le Segreterie di Stato in indirizzo alla firma della Convenzione, sottolineandone l’alta valenza, quale irrinunciabile passo di civiltà per il Paese, nonché come presupposto da cui partire per legiferare in materia di reale tutela dell’ambiente e della biodiversità, e ancor più oggi risulterebbe indispensabile tale impegno, considerata la presenza della Repubblica di San Marino nel patrimonio mondiale dell’umanità.

Risulta opportuno a questo proposito riportare una nota ufficiale del 7 Dicembre 2010 del Consiglio d’Europa, relativa all’applicazione della Convenzione di Berna, in cui si evidenziano le ragioni per le quali gli Stati dovrebbero dotarsi di tale importante strumento normativo:

“Oltre trent’anni fa il Consiglio d’Europa ha elaborato uno strumento giuridico innovativo per tutelare la flora e la fauna selvatiche del continente. Nasceva così, il 19 Settembre 1979 la Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, detta anche Convenzione di Berna, primo trattato internazionale mirante a proteggere sia le specie vegetali e animali, che gli habitat naturali e a coordinare gli sforzi dei paesi in favore della tutela della natura. Il vertiginoso impoverimento del patrimonio ittico, il massiccio degrado del suolo, i danni ingenti provocati dalle inondazioni e la scomparsa della vita selvatica sono le tristi conseguenze dell’avere trascurato la salvaguardia della biodiversità. Il degrado di un ecosistema è spesso irreversibile e una specie estinta è irrimediabilmente persa, per sempre. Il rispetto della biodiversità è fondamentale per garantire il diritto a un ambiente sano e sostenibile. La varietà dell’ambiente ha effetti benefici sui beni e sui servizi; assicura  un’alimentazione di alta qualità, poiché preserva la fertilità del suolo e favorisce l’impollinazione; contribuisce a proteggere la salute, garantendo aria e alimenti puliti. Migliora il nostro tempo libero, procura benefici psicologici e spirituali e stimola il turismo.
La perdita della biodiversità ha gravi ripercussioni sul benessere economico, sociale ed ecologico di tutta l’Europa. A livello mondiale, il valore finanziario dei beni e servizi ecosistemici è stato valutato a €33 bilioni all’anno, più del doppio del valore di tutta la produzione umana. Più perdiamo biodiversità, più sono compromessi i servizi ecosistemici.
L’impegno politico è essenziale per sostenere una gestione effettiva ed efficace della biodiversità di fronte alle evoluzioni demografiche e ai cambiamenti climatici. La Convenzione di Berna fornisce un valido strumento a livello europeo per proteggere la biodiversità e la natura. Rappresenta una potente piattaforma strategica per la definizione di politiche, la cooperazione internazionale e l’attuazione di programmi ecologici transfrontalieri. Consente ai paesi di elaborare strumenti di protezione tradizionali, senza trascurare nuovi problemi emergenti, quali i cambiamenti climatici e le specie invasive, o il concetto di rete ecologica, spesso prima ancora che diventino questioni di attualità. Grazie alla Convenzione, è possibile monitorare gli sforzi compiuti da ogni paese in favore della biodiversità, tramite l’elaborazione di rapporti e documenti ugualmente accessibili al pubblico. Tale attività è facilitata dagli stretti contatti con la comunità scientifica e la società civile.
I quarantanove Stati e l’Unione europea (in quanto Comunità Europea) che hanno firmato la Convenzione si sono impegnati a promuovere politiche nazionali per la conservazione della flora e della fauna, a tenere conto dell’impatto delle politiche di assetto territoriale e dello sviluppo sull’ambiente naturale, a promuovere l’educazione e l’informazione in materia di conservazione della biodiversità, e a coordinare attività di ricerca in questo campo. È inoltre fondamentale migliorare l’informazione del pubblico, poiché, malgrado l’amore per la natura manifestato da molti europei, occorre tradurre il loro interesse in misure politiche efficaci’’

Il Comitato di Coordinamento per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini, confida in una attenta valutazione della proposta da parte delle competenti Segreterie di Stato, auspicando il loro impegno presso il Governo, promuovendo i necessari atti istituzionali per non perdere almeno nel corrente anno, l’occasione di offrire alla Repubblica di San Marino, un efficace strumento di tutela ecologica e di civiltà.

Distinti Saluti

Il Comitato di Coordinamento
per la tutela dell’ambiente, della fauna e della salute dei cittadini


Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS)

Associazione Micologica Sammarinese (AMS)

Associazione OasiVerde

Comitato per la tutela dell’Ambiente e della Salute


Associazione culturale “ Don Chisciotte”

Movimento S8Marino

Associazione Pro Bimbi

Orgoglio operaio




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