Romania: sospeso rischio uccisione di massa randagi


Rischio rinviato, con un significativo voto contrario del Parlamento romeno. Almeno su questa prima stesura. Il Progetto di legge n. 192 che avrebbe consentito ai Sindaci di riaprire la mattanza dei cani randagi, è stato rinviato, lunedì scorso, ai lavori della Commissione dell’Amministrazione Pubblica con 70 voti a favore e 35 contrari. La Commissione - rende noto l’Associazione Save The Dogs che ha rappresentato l’Italia nella mobilitazione internazionale – avrà ora tempo tre settimane per decidere sul da farsi.

E-mail, fax, manifestazioni sotto la Casa del Popolo (sede del Parlamento romeno) tutto per bloccare la nefasta proposta che dopo tre anni di stagnazione nei cassetti della Commissione, aveva subito una brusca e preoccupante accelerata con l’approvazione di alcuni emendamenti ammazza-cani nel giro di pochi giorni.

Rappresentanti della società civile ed organizzazioni anche di altri paesi (per l’Italia era presente Save the Dogs che rende ora noto il buon esito della votazione) hanno assistito ai lavori parlamentari, mentre una nutrita rappresentanza degli stessi manifestava nella piazza del Parlamento. Migliaia di animalisti romeni si erano dati da fare cercando di sensibilizzare la loro rappresentanza parlamentare, aiutati anche dall’appoggio di esponenti della cultura e dello spettacolo, tra cui la giornalista Cristina Topescu e l’attrice Minica Davidescu.

L’intoppo triennale del Pdl n.192, ora rinviato per modifiche alla stessa Commissione, costituisce di fatto un impedimento alla corretta applicazione della legge quadro n. 9 del 2008, sulla protezione degli animali.

Non è da escludere che sulla decisione presa lunedì dai deputati romeni, abbia influito, nonostante le simpatie ammazza-cani del Ministro del Turismo – la consapevolezza dell’effetto disastroso sull’immagine internazionale del paese. Un provvedimento tanto crudele quanto inutile. Due milioni di randagi, nel mirino dei Sindaci. Forse non saranno tutti come l’ex Sindaco di Treviso che voleva ucciderei i cigni del fiume Sile per una improbabile emergenza ambientale, nè tanto meno come quello di Altavilla Irpinia (AV) che a ferragosto ordinò l’abbattimento dei randagi per proteggere la processione della Madonna del Carmine. Di sicuro, però, se dovesse passare la nefasta legge, assisteremo ad una ecatombe di cani nel cuore dell’Europa.

Fonte: GEAPRESS



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