Dalla qualità del cibo dipende la qualità della vita

 

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Per stare in buona salute non è tanto importante ciò che si mangia quanto ciò che si esclude dalla propria dieta: se non si esclude ciò che danneggia i benefici degli alimenti protettivi vengono neutralizzati dagli alimenti  nocivi: carne, pesce, latte, formaggi, latticini, uova e tutto ciò che è trattato, devitaminizzato, demineralizzato, adulterato, conservato, emulsionato, ucciso con le alte temperature della cottura. Le sostanze nutrizionali degli alimenti, perse nella lavorazione o uccise con il fuoco, vengono sottratte all’organismo generando carenze nutrizionali.

I giovani usano guardare alla condizione di salute, in genere precaria, delle persone anziane con una certa commiserazione convinti che loro, oggi forti e pieni di vigore, non saranno domani soggetti alle medesime malattie. Ma la salute è una condizione temporanea, occorre conservarsela quando la si possiede: senza un appropriato stile di vita ed una giusta e corretta alimentazione da anziani, tutti, salvo casi eccezionali, saremo soggetti alle medesime patologie. Anzi, le ultime generazioni essendo alimentate fin dall’infanzia con prodotti raffinati, inadatti e innaturali risultano essere sostanzialmente più deboli delle generazioni precedenti e quindi più vulnerabili verso le malattie tipiche della società moderna occidentale.

Se consideriamo una comunità di animali di qualunque specie, di qualunque età e di qualunque dimensione corporea e la paragoniamo con un’altrettanta comunità di esseri umani ci accorgeremo che mentre un cospicuo numero di questi ultimi è malaticcio, infermo e dolorante, gli animali (dal cucciolo all’animale più anziano) sono in ottima salute e in grado di correre dando filo da torcere a qualunque predatore: cosa che quasi nessun essere umano anziano sarebbe in grado di fare.

Gli animali nel loro ambiente naturale non si ammalano che raramente mentre l’uomo è flagellato da migliaia di differenti malattie: ipertensione, diabete, cardiopatie, tumori, allergie, obesità, osteoporosi, artrosi, artriti, ictus, depressione ecc. Tutte malattie di cui gli animali risultano immuni, eccetto alcuni animali domestici da noi costretti a nutrirsi con cibi a loro inadatti. Non solo. In genere i mammiferi vivono 7 volte il loro periodo di sviluppo, di conseguenza noi dovremmo vivere 130-140 anni: l’alimentazione onnivora ci ruba 50 anni di vita.

Mentre l’uomo mangia di tutto, cibi incompatibili tra loro, inquinati, denaturati con la cottura, gli animali, nutrendosi con il cibo per il quale il loro organismo è predisposto, risultano esenti dalla peggiori malattie tipiche dal cattivo stile di vita dell’uomo. L’uomo moderno muore di denutrizione nonostante mangi almeno 3 volte più del suo necessario. Solo in Italia si contano 10 milioni di ammalati cronici e nel mondo vi sono 650 milioni di esseri umani invalidi.

Il nostro organismo è costituito da ciò che ingeriamo con il cibo e la qualità della nostra stessa vita dipende da cosa introduciamo nel nostro stomaco attraverso gli alimenti solidi, i liquidi e l’aria che respiriamo: l’acqua è cibo liquido, l’aria è cibo invisibile. E’ forse il nostro corpo un forno alchemico capace di trasformare in vita ciò che è morto? Può forse una sostanza morta dare vita e vigore? Può forse il nostro stomaco trasformare in profumo ciò che è puzzolente, trasformare in gioia un prodotto intriso di dolore, in salute ciò che è ammalato? Un cibo inquinato non può che inquinare il corpo e se il corpo è intossicato non può generare pensieri positivi e armonici. Se la mente e il corpo sono contaminati può forse la coscienza essere illuminata e lo spirito elevato?

La vita di qualunque essere vivente, animale e vegetale, dipende da cosa si alimenta. Dalla qualità del terreno e dell’acqua che lo nutre dipende il vigore, la longevità e la bellezza dell’albero: troppa acqua può farlo morire, ma poca acqua lo porta ad avvizzire. La stabilità, la durata e la conservazione di un edificio dipende dalla qualità del materiale che è stato utilizzato per costruirlo, ma anche dal modo in cui è stato costruito. Per questo non basta nutrirsi con il cibo più adatto occorre evitare combinazioni inadeguate.

Dunque la qualità della vita dipende da ciò che entra a formare il nostro organismo. Se ciò che mangiamo  è inadatto, impuro, eccessivo o carente la nostra vita rispecchia fedelmente la qualità del cibo ingerito. La stessa mente produce pensieri puri o impuri a seconda del cibo ingerito e la nostra stessa coscienza è condizionata dalla qualità del cibo: un cibo adatto agli animali predatori (la carne) non può generare impulsi di pace, di tolleranza e disponibilità verso il prossimo. Se ci alimentiamo come le tigri avremo pensieri predatori e soprattutto non avremo come la tigre la sensibilità del cuore verso le vittime del nostro egoismo: ciò che mangiamo è in grado di influire notevolmente sulla nostra salute fisica, sull’equilibrio mentale e sulla sfera morale e spirituale dell’individuo.

Il cibo è in grado di guarirci o di farci ammalare. Pensiamo a quale tragedia è subire una malattia invalidante. La malattia condiziona il nostro lavoro, la vita familiare, i rapporti sociali, le nostre risorse umane e finanziarie: la stessa vita perde di valore. Un individuo ammalato è altamente vulnerabile; un popolo di ammalati è un popolo debole; un animale ammalato è facile preda di animali più forti.

La medicina convenzionale attraverso le sue slegate branche specialistiche non va alle radici del problema che genera la malattia; trascura la causa perché non considera l’uomo nella sua interezza, in tutte le sue componenti fisiche, energetiche, emotive e mentali, mentre la medicina olistica e psicosomatica hanno dimostrato che corpo e mente si influenzano reciprocamente generando salute o malattia. E’ stata ampiamente dimostrata la correlazione tra organi ammalati e conflitti psicologici, malattia fisica come conseguenza di blocchi energetici causati da conflitti psicologici. La sofferenza psicologica e la malattia fisica altro non sono che messaggi dell’anima che ci avvisa di un blocco energetico nel nostro cammino evolutivo, di una prova che non abbiamo superato per realizzare noi stessi.

Scopo della cultura universalista è quello di rendere l’uomo medico di se stesso, responsabile del suo stesso destino, svincolato dai dogmi della cultura medica sintomatologica. In noi stessi e nel nostro modo di vivere si cela la risposta ad ogni quesito che può consentirci di raggiungere il benessere integrale. Ma nessuna vera guarigione è possibile senza lo sviluppo armonico e bilanciato delle 4 componenti fondamentali dell’essere: il corpo, la mente, la coscienza e lo spirito.

Associazione Vegetariana Animalista

www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz


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