L'uomo predatore

Di: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


“Finché gli uomini si nutriranno come le tigri in essi permarrà la natura della tigre” (AKingsford)


Come è possibile che l’essere umano anatomicamente privo di qualsiasi arma naturale, di artigli, zanne, zoccoli, corna, veleno, aculei ecc., pur essendo strutturato come la creatura più inerme e meno programmata ad esercitare violenza e ad uccidere, come è possibile sia divenuto il più crudele e spietato predatore anche nei confronti dei componenti la sua stessa specie? Che cosa lo ha inclinato alla violenza, al crimine, alla guerra fino a portare all’estinzione intere etnie e intere specie di altri viventi? Che cosa ha estirpato dalla sua coscienza la compassione, la sensibilità, sola vera ricchezza che lo distingue dagli animali predatori e che lo apre al rispetto dell’altro e al vivere in pace e in armonia?


A mio avviso due sono state le principali cause che hanno tralignato la sua natura: l’abitudine ad uccidere gli animali suoi compagni di vita lo ha addestrato alla violenza, alla morte, lo ha abituato alla vista del sangue al deprezzamento della vita sia dell’animale sia del suo simile. Uccidendo gli animali l’uomo ha ucciso la sua parte migliore, la compassione che fin dai primordi andava emergendo nella sua natura; ha ucciso il rimorso, la capacità di condividere le necessità vitali dell’altro; lo ha inclinato alla legge del più forte e ad ogni delitto anche nei confronti degli umani.


Il secondo aspetto, che ha pervertito la natura umana, scaturisce dal tradimento alimentare ai danni della morfologia del nostro organismo. Ogni specie è strutturata per nutrirsi con alimenti adatti al suo organismo: il carnivoro è strutturato a mangiare la carne di altri animali, l’erbivoro a nutrirsi di erbe e il frugivoro dei frutti delle piante. L’essere umano, che appartiene all’ordine dei primati, alla classe dei mammiferi, alla famiglia degli ominidi, al genere homo, alla specie homo sapiens, dovrebbe nutrirsi con i frutti delle piante, di erbe, bacche, radici e semi. Alimentarsi con cibi diversi da quelli stabiliti dalla natura è come mettere gasolio nel serbatoio di un’automobile progettata a funzionare a benzina, il suo funzionamento resta inevitabilmente compromesso, e nell’uomo gli effetti non solo a livello fisico ma mentale ed emozionale.


La carne è un alimento adatto agli animali predatori, serve a dare la carica dell’aggressività necessaria ad uccidere le loro prede. Se i predatori avessero avuto compassione delle loro vittime la loro specie si sarebbe estinta sul nascere. Se il leone mangiasse come gli erbivori o i frugivori (a parte eventuali carenze nutrizionali) probabilmente la sua natura cambierebbe, si trasformerebbe per acquisire col tempo una natura più mite. Per contro se gli erbivori o i frugivori si nutrissero di carne sicuramente la loro indole si sposterebbe verso la natura aggressiva oppure ne pagherebbero le conseguenze con lo sviluppo di particolari patologie. L’esempio più lampante viene dalla sindrome della mucca pazza che si è ammalata ed è impazzita perché alimentata con cibi inadatti alla sua natura di essere pacificamente erbivora.


L’identica situazione è trasferibile nella specie umana: da quando l’essere umano ha introdotto nella sua dieta anche la carne non solo si sono sviluppate tutte le peggiori malattie (la specie umana è la sola flagellata da 4.000 diverse patologie) ma ha sviluppato l’indole tipica degli animali predatori. L’insensibilità verso la condizione degli altri, l’indifferenza verso la sofferenza altrui e la crudeltà umana è aumentata proporzionalmente al consumo di carne. Da quando l’essere umano ha adottato la dieta degli animali predatori, la sua natura e la sua indole è diventata sempre più simile a quella degli animali carnivori. Da quando a causa del benessere economico raggiunto in Occidente nell’ultimo mezzo secolo, la popolazione consuma grandi quantità di alimenti carnei, non solo sono aumentate esponenzialmente le malattie ma abbondano i delitti in apparenza ingiustificabili, la diffidenza verso l’altro, l’aggressività per futili motivi.

Ecco perché il consumo di carne è sempre stato ed è la principale causa delle maggiori sventure umane.

Associazione Vegetariana Animalista

www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz


Segnala questo articolo sui Social Networks
Google! Facebook! Twitter!

Una storia di cuore

Pubblicità progresso