Caccia, si ricomincia: finita la tregua per la fauna selvatica!

cacciatore_home.jpgSan Marino, 14 Settembre 2012 - Domenica 16 Settembre, apertura generale della stagione venatoria in tutta la penisola italiana, quindi anche a San Marino, dopo aver assistito all’apertura della caccia agli uccelli migratori già lo scorso 1 Settembre. Finita la tregua purtroppo per tutte le specie migratrici e stanziali previste in calendario venatorio 2012-2013 e pace finita anche per i cittadini, molti dei quali di prima mattina saranno svegliati dagli spari dei cacciatori…. inoltre, cosa ancor più traumatizzante, li vedranno circolare, mimetizzati e armati come in guerriglia, nel proprio fondo privato, qualora disgraziatamente questo rientri in zona di caccia. Non è bastata la grande nevicata, che ha messo a dura prova la sopravvivenza di intere popolazioni di animali, non è bastata la siccità di questi mesi che ha stremato la regione, a fermare le doppiette, le quali senza sentir ragioni pretendono anche quest’anno il loro sanguinario tributo. La caccia si aprirà lo stesso, importante è riempire i carnieri, l’aggressione alla natura non conta, non conta l’impoverimento degli ecosistemi, non contano le calamità naturali.

 

Nonostante ciò qualche restrizione significativa al calendario venatorio è stata apportata nel luglio scorso, nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio sulla Fauna e relativi Habitat, organismo in cui l’APAS, in rappresentanza delle associazioni a difesa degli animali e dell’ambiente, ha fatto valere le proprie ragioni.

 

Forte delle prescrizioni scaturite nel Piano Faunistico-Venatorio 2012, curato dagli esperti di UGRAA e Centro Naturalistico, con la consulenza di tecnici esterni, è stato possibile porre alcune limitazioni. Prima fra queste sarà la chiusura della caccia al 31 Gennaio 2013, come in tutte le regioni italiane, traguardo auspicato da anni e mai raggiunto, peraltro fortemente sostenuto dal vecchio e nuovo Piano Faunistico, deliberazione che salverà la vita a molti migratori che riprendono la rotta di ritorno, evitando al contempo l’ingresso a San Marino di cacciatori italiani dalle vicine province.


Altre novità riguardano l’esclusione dal prelievo venatorio dei passeri (Passero d’Italia e Passera Mattugia) la diminuzione del numero di capi giornalieri di allodola e beccaccia e fra le specie stanziali, il divieto di caccia alla Pernice rossa (per il terzo anno specie soggetta a ripopolamento) nonché alla Starna, specie simile e confondibile con la prima, ma purtroppo ormai quasi scomparsa nel nostro territorio.

 

L’innovazione più significativa riguarda poi il regime delle sanzioni venatorie, finalmente aggiornato negli importi pecuniari e adeguato sulla base della gravità delle infrazioni compiute. Si va da un minimo di 100 € per quelle più lievi, a un massimo di 3000 € per le più gravi, compreso il ritiro per un certo periodo del tesserino e in casi di recidiva, anche della licenza di caccia. Rappresenta purtroppo ancora un motivo di scontro la caccia al cinghiale, sull’eliminazione della quale l’APAS si batte da diversi anni, sostenuta da molti cittadini e dalle Associazioni facenti parte del Comitato di Coordinamento per la tutela della fauna, dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ragione di ciò, il fatto che il nostro territorio, per l’esiguità delle aree disponibili non si presti ad una  pratica venatoria tanto pericolosa per la sicurezza delle persone, dei cani, inaccettabile per l’impatto sugli ecosistemi e cruenta per la preda.

 

Da qualsiasi lato la si guardi la caccia in genere è da respingere, tanto più alle soglie del terzo millennio, considerando le gravi problematiche ambientali che l’uomo si trova a dover affrontare per salvare il Pianeta. La caccia è anche dannosa per l’uomo, poiché causa numerosi incidenti ogni anno, in cui trovano la morte decine di persone, primi fra tutti gli stessi cacciatori.

 

L’UFFICIO STAMPA APAS



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