Animalismo e carattere personale

 

 

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La grande rivoluzione etica dell’animalismo si esprime attraverso il nostro carattere personale, il nostro continuo interagire con le persone che ci stanno accanto, il modo in cui ci poniamo nei confronti dell’uomo come degli animali.

 

Per molti aspetti il comportamento della persona animalista è sotto continua osservazione critica da parte di coloro che animalisti non sono e quando il  sentimento di rispetto e amore che dimostriamo verso gli animali non  si palesa anche per gli esseri umani, siamo considerati fanatici, gente strana che ama le “bestie” e trascura i suoi simili, soggetti poco affidabili sul piano interpersonale e sociale.

 

Io ritengo che in questa nuova filosofia di vita, che noi cerchiamo di divulgare, siamo chiamati ad una continua analisi di noi stessi per non dare adito a critiche disfattiste o attacchi strumentali, cercando di superare i nostri difetti, le nostre personali limitazioni: se abbiamo mal di denti o ci sloghiamo una caviglia la gente pensa, con un po’ di malignità, che ci è successo perché siamo vegetariani.

 

Questa nuova cultura di vita vuole che gli animalisti non siano gentili e premurosi solo verso gli animali ma che siano “irreprensibili” anche nei confronti del prossimo umano. L’assioma è: non si può chiedere rispetto e giustizia per gli animali se non nutriamo sentimenti di rispetto, lealtà e giustizia nei confronti anche delle persone che ci stanno accanto; non si può essere generosi e sensibili verso gli animali ma egoisti e indifferenti alle esigenze dei nostri vicini umani.

 

Vi sono animalisti impulsivi, irascibili, incapaci di mettere in discussione il proprio carattere, le proprie “manie” e spesso si perdono, per incoerenza, nelle cose più semplici e banali di ogni giorno: non si pongono il problema che è necessario intervenire sulla propria natura per uniformarla ai principi dell’ideale che proclamano: quello dell’amore e del rispetto estesi dall’uomo ad ogni essere senziente.

 

Si è forti e credibili solo se si è liberi “dentro”, dall’egoismo, dall’interesse di parte, se si è in grado di essere padroni della propria coscienza, della propria mente, dei propri impulsi, delle proprie debolezze: qualunque cosa a cui non sappiamo rinunciare ci rende deboli, attaccabili, ci impedisce di essere capaci di essere di esempio.


A poco serve proclamare grandi ideali se poi non siamo in grado di assolvere alle prove più immediate e semplici della vita di relazione. Perdiamo di credibilità quando parliamo di etica universale ma poi nelle piccole prove ci riveliamo scortesi, indifferenti, egoisti.

A mio avviso, la ricchezza più grande di ogni essere umano (e in special modo del vegano-animalista) sta nel “buon carattere”, nella buona indole fatta di gentilezza, garbo, disponibilità, pazienza, comprensione, da esprimere in ogni circostanza, soprattutto nei confronti di chi non è ancora vegano o animalista. Cercare la propria personale armonia è, a mio avviso, il modo migliore per dare alla nostra causa un fattivo e positivo contributo.


Associazione Vegetariana Animalista

www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz



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