L’APAS in merito alla sentenza che assolve chi aveva lanciato un mazzo di chiavi in testa ad un cagnolino provocandone la morte.


Si precisa innanzitutto che l’ordinamento sammarinese per quanto riguarda la tutela penale degli animali si differenzia dall’ordinamento italiano. A San Marino con Legge n.101 del 2003 è stato aggiunto nel C.P. l’art. 282 bis che, in quanto contravvenzione, è punibile sia a titolo di dolo che di colpa; infatti il maltrattamento e l’uccisione di animali non richiedono che il soggetto attivo sia mosso da una precisa volontà di infierire, ma possono concretizzarsi anche nel caso in cui l’animale venga ingiustificatamente abbandonato a se stesso, comportando ciò il venir meno delle condizioni fisiche di sopravvivenza.

In Italia con la legge n.189/2004 il legislatore ha introdotto nel C.P. il TITOLO IV BIS (artt.544 bis e ss.) e in seguito a tale modifica, il maltrattamento animale da semplice contravvenzione diventa delitto. Occorre quindi notare come molte condotte in precedenza integranti la fattispecie contravvenzionale di maltrattamento, implichino oggi l’incriminabilità delle stesse solo a titolo doloso. La Legge n.189/2004 ha però anche modificato l’art.727 c.p. che ora tratta separatamente dell’abbandono di animali e della loro detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura, punibili sia  titolo di dolo sia a titolo di colpa.

Alla luce di questa diversità sostanziale non è possibile in procedimenti penali sammarinesi riguardanti il maltrattamento e l’uccisione di animali ragionare all’italiana!

A conferma di quanto già detto, è principio avvallato anche da sentenze sammarinesi, che l’uccisione di animali è punibile anche a titolo di colpa e a tal proposito si rammenta in particolare la sentenza n.7/13.

Proprio lo stesso giudice Brunelli emetteva la sentenza n.54 del 2012 che riformava la sentenza di condanna di primo grado n. 60/2011 del Commissario della Legge Buriani. In tale decisione del 2012 Brunelli ammette in effetti che l’uccisione e  il maltrattamento di animali possono avvenire sia a titolo di dolo che di colpa. Tali sentenze sono state emesse verso l’imputato per aver, in concorso con altre persone non identificate, ucciso a bastonate un capriolo…. Purtroppo anche in questo caso, interpretando a nostro avviso malamente il dettato e la ratio dell’art. 282 bis C.P il giudice d’appello penale assolve l’imputato perché il fatto non costituisce reato, tuttavia esamina l’elemento della colpa, riconoscendo appunto che il reato di maltrattamento e uccisione di animali non è punibile solo a titolo doloso ma anche colposo…  Infine assolve l’imputato dal reato di uccisione perché non emerge nei confronti dello stesso l’estremo soggettivo della colpa di cooperazione e dunque perché il fatto non costituisce reato, per difetto dell’elemento soggettivo della colpa. Dunque, ci si chiede, perché tali incongruenze di giudizio da parte di uno stesso magistrato?

L’APAS, alla luce di ciò esprime grande preoccupazione per l’emissione di sentenze di questo genere, che oltre a costituire un pericoloso precedente giudiziario, non tengono minimamente conto del diritto degli animali ad essere tutelati, invalidando quegli strumenti normativi che con grande sforzo l’Associazione ha promosso, favorendone l’inserimento nell’ordinamento sammarinese.