Caccia al cinghiale a San Marino, una pratica crudele, inutile e pericolosa

Nonostante ciò, ogni anno è la solita storia, anzi, dal 21 Ottobre scorso, giorno di  apertura della caccia al cinghiale, sono possibili addirittura anche altre forme di caccia, come la “girata” e la “selezione”, tanto per accontentare anche quei cacciatori “più raffinati”, che non si amalgamano alla massa, che si considerano degli esperti controllori in grado di decidere a quale animale del branco assegnare un bel colpo in mezzo agli occhi, con la presunzione di stabilire chi ha diritto di vivere ancora per un po’ e chi invece è già spacciato, in nome di una salutare epurazione.

Così, questi paladini dell’ambiente liberano le zone dalla sgradita presenza dei cinghiali, devastatori di campi e boschi, ma non si soffermano a riflettere che tale sovrannumero è stato creato proprio dal mondo venatorio con ibridazioni sbagliate e miopi, per il solo scopo del divertimento per chi, armato, prova soddisfazione a togliere la vita ad animali innocenti.

Se gli ecosistemi non fossero manomessi dall’uomo la natura saprebbe riequilibrare i propri processi biologici, come da milioni di anni fa, e il cinghiale, se non perseguitato, si riprodurrebbe in minor misura, non risultando in tal modo specie abbondante in territorio.