Caccia a San Marino...

Risale al 1994 l’istanza d’Arengo promossa dall’APAS per escludere dal calendario venatorio il fringuello, la specie migratoria più cacciata a San Marino. Inoltre, in occasione della discussione in Consiglio Grande e Generale sul calendario venatorio, l’APAS non ha mai mancato di far pervenire a tutti i consiglieri le proprie osservazioni sugli uccelli protetti dalle direttive europee (Direttiva uccelli e Direttiva Habitat). Tra questi figuravano appunto: FRINGUELLO, FROSONE, PISPOLA, VERDONE. Nonostante i vivaci dibattiti, il CGeG non ha mai legiferato per togliere queste specie dal calendario venatorio!!!

Nel 2007 con l’istituzione dell’Osservatorio sulla Fauna e relativi habitat la materia caccia si è potuta finalmente dibattere ad un unico tavolo, in cui l’APAS purtroppo ha un solo rappresentante a rappresentanza di tutte le associazioni a tutela degli animali e dell’ambiente, ecco perché diverse istanze a difesa della Fauna selvatica non sono quasi mai andate in porto.

A proposito delle Convenzioni internazionali chiamate in causa dal servizio di Striscia, le cose stanno davvero così: la Repubblica di San Marino vergognosamente è l’unico Stato in Europa a non avere ancora sottoscritto la Convenzione di Berna, Convenzione a tutela della fauna e degli Ambienti selvatici e naturali, a cui l’Italia ha aderito fin dal 1982; figuriamoci poi alla Convenzione di Bonn, sulla conservazione degli uccelli migratori, quando a San Marino l’80% della caccia si svolge proprio sui migratori!

L’APAS in questi decenni di attività ha sottoposto con incontri e lettere ufficiali ad agni Governo succeduto alla guida del Paese la necessità ed il prestigio di aderire alla Convenzioni Internazionali per la protezione della Fauna e dell’Ambiente, senza avere mai alcuna risposta, aldilà di qualche generica rassicurazione.

Nell’Osservatorio sulla Fauna la rappresentante dell’APAS da anni ripropone la necessità di aderire alla Convenzione di Berna, vedendo slittare l’argomento di riunione in riunione con assoluta indifferenza dei presidenti di commissione avvicendatisi in questi anni. Dopo insistenze e ripetute richieste si è giunti con fatica a predisporre un articolato di legge a protezione della fauna minore e maggiore a San Marino, condizione indispensabile per attivare la procedura diplomatica di adesione alla Convenzione di Berna. Ma a che punto siamo? L’articolato finalmente approvato dall’Osservatorio, è tutt’ora al vaglio dell’Avvocatura dello Stato, pertanto ci vorranno ancora mesi affinché ritorni in Osservatorio, per poi iniziare l’Iter legislativo. Ma quando sarà possibile riparlarne dal momento che l’Osservatorio viene riunito con urgenza quasi sempre per le esigenze venatorie, mentre per decidere norme a protezione della Fauna trascorrono tempi geologici?

Una questione che sta altrettanto a cuore all’APAS è l’utilizzo dei richiami vivi, forma estrema di maltrattamento, in netto contrasto con l’articolo 282 bis del nostro Codice Penale. Su questo tema l’APAS si impegnerà al massimo affinché si possa porre termine a questa pratica orribile e disumana. Ci teniamo a precisare però, in contrasto con quanto affermato nel servizio di Striscia, che purtroppo anche in Italia vengono ancora utilizzati i richiami vivi di varie specie, con l’unica differenza che da alcuni anni è vietata la cattura in natura. Rimane il fatto che qualsiasi volatile nato in cattività o peggio catturato in natura, soffre terribilmente se costretto a vivere chiuso costantemente in una angusta gabbietta.

Altro regalo fatto dall’Osservatorio ai cacciatori, nonostante il continuo dissenso dell’APAS, è la chiusura della caccia oltre il 31 gennaio, come invece accade in Italia, cosa che determina una concentrazione anomala di cacciatori nel nostro territorio, poiché si sommano ai nostrani quelli provenienti dalle regioni vicine.

Ribadiamo quanto più volte espresso alle Istituzioni in occasione degli incontri e delle riunioni sul tema: “LA FAUNA SELVATICA E’ PATRIMONIO INDISPONIBILE DELL’INTERA COMUNITA’ NAZIONALE E INTERNAZIONALE” pertanto essendo la difesa del patrimonio faunistico e naturale un interesse della collettività, auspichiamo una presa di coscienza ampia e diffusa da parte di cittadini e istituzioni, per conservare i nostri ambienti naturali nel modo migliore possibile.

A completamento di quanto già detto, evidenziamo che il titolo utilizzato nel servizio di Striscia "Bracconieri a San Marino" è fuorviante, perché il bracconaggio è vietato e punito severamente anche a San Marino. Purtroppo invece questa piaga è largamente diffusa in tutta la penisola italiana.