Green Hill, dove l’uomo non è il miglior amico del cane

La diatriba sull’allevamento di beagle però è andata oltre il livello locale, dopo l’interrogazione presentata dai consiglieri dell’Italia dei Valori in regione Lombardia, alla quale il governatore Formigoni ha risposto che, sebbene le ispezioni dell’Asl non abbiano ravvisato irregolarità nell’impianto di Green Hill, esiste una discrepanza tra la normativa regionale per la tutela degli animali d’affezione e la direttiva nazionale sulla vivisezione.

In attesa dei chiarimenti del ministero della sanità, invocati dallo stesso Formigoni, gli animalisti tengono alta l’attenzione sul caso: la soluzione proposta? Estendere a livello nazionale una legge regionale dell’Emilia Romagna che vieta l’allevamento e il commercio di cani per la vivisezione; ma c’è chi si spinge a chiedere che l’Italia divenga paese cruelty free come recentemente fatto da San Marino.

Fonte: Il Nord