Caccia selvaggia: assedio a Oasiverde



Pazienza per un profano ma da un occhio esperto è dunque possibile non distinguere un maiale da un cinghiale? Così come un cane da un lupo o un coniglio da una lepre?…o peggio! Tuttavia al Buscarini non solo non è stata ritirata la licenza di caccia ma ha continuato in questi anni a far parte del gruppo di coloro che si definiscono “cacciatori”. Come si suol dire il ladro torna sempre sul luogo del reato (perché dovete sapere che nel 2007 il Buscarini è stato sorpreso dal presidente dell’associazione Oasiverde con le mani nel sacco, o meglio col maialino caricato nel bagagliaio della sua macchina, pur dichiarando di non aver visto alcun maiale ma di sparare soltanto ai tordi. Bel colpo: un tordo di 70chili!).

Così anche questa volta il Buscarini, non solo è tornato a Piandavello (località in cui si trova l’Oasiverde) ma ha costeggiato la recinzione dell’Oasi incurante degli avvisi vocali dei volontari, e ha continuato a premere sul grilletto insieme ai compari. Naturalmente nel rispetto della legge! Il recinto interno dell’Oasi si è così visto circondare da gruppi di cani, persone urlanti e spari a bruciapelo, mentre molti degli animali selvatici che avevano trovato rifugio nella zona confinante l’Oasi, oggi hanno invece trovato la morte.
Appena qualche metro fuori il cancello una volontaria si è vista raccogliere da un cane una fagiana appena uccisa, la stessa fagiana che veniva come di consueto a fare colazione assieme alle anatre dell’Oasi, molte delle quali fuggite in preda al panico. Ma la cosa che lascia più amareggiati i volontari è l’arrogante atteggiamento di sfida che hanno alcuni cacciatori, gli stessi che non hanno a cuore nemmeno l’immagine della propria collettiva, discreditando sovente l’intera categoria.
A questo punto ci chiediamo: visto che la legge ha delle inclinazioni di salvaguardia verso la caccia, cosa ne pensa la Federcaccia Sammarinese nei confronti dei propri tesserati così poco selettivi e molto più beffardi? Negli anni precedenti non è stato raro incappare in gruppi di cacciatori appostati di proposito nei pressi dell’Oasi con l’intento di spaventare come ovvio quella zona di rispetto che è divenuta l’Oasiverde, e che vede tra i suoi visitatori più frequenti proprio i bambini di scuole
elementari e asili.

Oasiverde sta intraprendendo svariati progetti di salvaguardia del bosco vergine e nei terreni più aperti, offre il libero pascolo ai tanti animali recuperati da situazioni di maltrattamento, animali inclusi in un programma di recupero comportamentale. E’ essenziale non disturbare questi animali che stanno imparando ad interagire con i visitatori del centro, gli stessi di cui già alcune scuole portano le foto in bacheca. Purtroppo questi terreni per legge non consentono di essere recintati se non da un filo elettrico che contenga all’interno gli animali più grandi ma permettono ai cacciatori di scorazzare liberi di agire indipendentemente dalla presenza di animali al pascolo. “Qui non è recintato, perciò non rompete le……., qui facciamo quello che vogliamo” ci siamo sentiti rispondere (ovviamente abbiamo tolto le parti più “colorite”). E vista l’acutezza e la preparazione di alcuni di questo tipo di cacciatori, con che coraggio dovremmo far pascolare i nostri animali in un’area aperta alla caccia, visto che già gli anni scorsi abbiamo subito vere e proprie violazioni sul terreno di proprietà dell’Associazione?

Nello stesso bosco aperto alla libera caccia, i genitori portano i bambini in visita come fossero dei piccoli Sherlock Holmes della natura, alla ricerca delle tane e delle impronte degli animali selvatici, terreni completamente cosparsi di bossoli di cartucce dei cacciatori come abbondante ed inquinante residuo della stagione di caccia. È ovvio che le due realtà non sono compatibili. È ovvio, ma non per tutti! Sarebbe ora di capire che Oasiverde è diventata, grazie allo sforzo dei volontari che lavorano quotidianamente al progetto, una realtà oggettiva. E siccome abbiamo capito che sono le cifre che contano, la nostra realtà in 4 anni di esistenza conta già più mille iscritti. Quest’anno solo in primavera ha ospitato gratuitamente più di 200 bambini delle scuole e circa un migliaio di visite in tutta l’estate e vedendosi costretta a rifiutare altre numerose richieste a causa di problemi che ritardano la realizzazione del progetto. “Le visite di famiglie private non le contiamo più”, e tuttavia non solo vediamo questa realtà non valorizzata dalle istituzioni, quando invece in tutta Europa vengono stanziate somme e aiuti a favore di progetti del genere, ma addirittura dobbiamo farci carico di problematiche esterne come quelle della caccia.

Doveroso è un ringraziamento all’U.G.R.A.A., alla Segretreia della Pubblica Istruzione e soprattutto alla Segreteria del Territorio che si è prodigata in favore del nostro progetto, comprendendone con lungimiranza le possibilità di applicazione in svariati ambiti. Siamo intenzionati a coinvolgere finalmente tutti i nostri iscritti e chi altro ci vorrà sostenere la nostra causa per la chiusura della caccia nelle zone limitrofe all’area di rispetto Oasiverde. Gli attivisti si dichiarano inoltre pronti ad azioni difensive dell’area e di protesta. Lanciamo anche un appello alla Segreteria della Pubblica Istruzione e ai Coordinatori delle varie Scuole su territorio affinché prendano visione dell’incompatibilità tra la situazione di assedio vissuta e la possibilità di creare progetti didattici e formativi. La stessa cosa vale per i ragazzi del Colore del Grano che vengono a farci visita regolarmente, nonché per l’avvenuta collaborazione col Servizio Sociale Adulti. Purtroppo queste non sono le condizioni per poter continuare, perciò crediamo sia giunta l’ora di prendere posizione".

Ufficio Stampa Associazione Oasiverde