Capriolo ucciso a bastonate, prosegue il processo


Il giovane, nonostante fosse a due passi da chi sferrò il colpo mortale, dice di non aver effettivamente vistto in volto l'assassino. L'APAS condì la stampa locale, per mesi, di appelli rivolti a gendarmeria e istituzioni per riuscire a scovare i colpevoli di tale barbarie. E oggi, in Aula, si presenta come parte civile.

I fatti, secondo la ricostruzione raccolta dai gendarmi, andarono più o meno così. Un giovedì di metà agosto dello scorso anno, una guardia giurata stava conducendo la sua auto, in piena notte, nelle curve di Borgo. All'improvviso, gli si presenta davanti il capriolo che, forse abbagliato dalle luci e di certo spaventato dal rombo dell'auto, si getta giù per il precipizio a lato strada, lungo la curva della grotta. Un volo di sei metri e la bestiola finisce sulla piazzola di un'abitazione, procurandosi serie ferite. A quel punto, la guardia giurata, frettoloso di concludere il suo lavoro, non presta soccorso all'animale ma, passando di fronte al bar "Divina commedia", intercetta alcuni ragazzi e dice loro di occuparsi dell'animale. Da loro le coordinate per rintracciarlo.

A quel punto, il buio. Secondo la versione del giovane alla sbarra, il gruppo si muove verso il posto indicato, individua l'animale moribondo e, nel vederlo sofferente, decidono di "alleviare" ildolore finendolo a bastonate. Ma il ragazzo non vede chi materialmente sferra il colpo e dice di non saperli riconoscere.

E così il responsabile del maltrattamento rimane ignoto. Dopo avere sentito i primi testi, il 6 ottobre scorso, oggi al giudice toccherà sentire l'imputato, dopodiché si passerà a conclusioni e sentenza di primo grado.

Fonte: San Marino Oggi

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