Harlan: il calore dei trecento apre il varco sul muro della vivisezione


La multinazionale del topolino, ma anche di cani, conigli e criceti, opera in mezzo mondo fornendo non solo “modelli” brevettati, ma anche assistenza come ad esempio nel caso dell’alimentazione degli animali. Una ricerca, dicono loro, fatta per “migliorare la vita delle persone” e per questo si stanno “raccogliendo sotto una bandiera in tutto il mondo”. Intanto, ieri, a Correzzana hanno prevalso altre bandiere. Colorate di tante scritte ed immagini, spesso cruente, con lo scopo di mostrare a cosa serve quella industria annidata nella tranquillità della Brianza. Il corteo ha altresì voluto ribadire il diritto di manifestare liberamente le proprie opinioni senza dovere rischiare incredibili cariche di misteriosi (contro) sostenitori di chissà quale causa. Gli effetti indignati dei gravi episodi occorsi lo scorso 30 ottobre, sono già arrivati sia in Consiglio Provinciale, con una interrogazione del Consigliere Luca Procaccini (Pdl) che alla Camera dei Deputati, anche lì con una interrogazione presentata in questo caso dall’On.le Elisabetta Zamparutti (Radicali). Sulla questione è pure intervenuto l’Assessore con delega alla Polizia Provinciale Luca Talice.

Intanto, ieri, è stata un’altra storia. Contro gli animali intesi come “modelli” da vendere, hanno prevalso i messaggi del “mai più ammazzare anima-li”, sfilati in corteo assieme a “gli animali non sono merce”. Tra le molte sciarpe, guanti e cappellini di tenaci manifestanti compariva la scritta che ricordava come “la morte degli animali non serve a salvare la vita di milioni di uomini”. Come un grido poi il cartello che invitava ad “ascoltare il silenzio di quelle voci mute”. Mute perché così costrette innanzi tutto dall’indifferenza dell’uomo. Ignorate, poi, dai messaggi pubblicitari dell’industria della vivisezione (e non solo) molto abile a fare apparire (come fa anche la Harlan) scene da focolare domestico disimpegnato da ogni preoccupazione. Loro pensano a noi. Certo, a modo loro ed in maniera imprescindibile dal mantenimento degli interessi commerciali di chi, ormai inglobato in un mega gruppo di investimento privato (la Harlan fa parte della Genstar Capital) deve mantenere e conquistare sempre più le sue posizioni nel mercato mondiale.

Diciamocelo francamente. Ma in quanti sapevano della Harlan prima delle iniziative di questi mesi? Questo, a nostro avviso, è già un successo. Non sono i diecimila di Roma, ne i tremila di Montichiari, ma ieri, a Correzzana, oltre ad un cielo plumbeo ed un freddo pungente, c’era il calore di chi è riuscito a portare trecento (… calorose) persone in un luogo che fino a poche settimane addietro, (… la presunzione se la prende tutta GeaPress …) in pochi conoscevano.

Fonte: GEAPRESS