Basta contributi ai circhi con animali

CAMBIARE LA LEGGE - Niente più grandi felini in posa su pedane e seggioloni o costretti a saltare in cerchi di fuoco, niente più pachidermi in equilibrio su due zampe, niente foche che giocano a palla. Due, in particolare, gli obiettivi: arrivare anche in Italia al divieto delle esibizioni di animali sotto i tendoni, sul modello di quanto già avviene in diversi Paesi del mondo; e superare la legge del 1968 che ancora oggi prevede il finanziamento statale alle imprese circensi, senza alcuna distinzione tra quelle che impiegano animali e quelle basate solo sulle attività umane. In Parlamento sono stati presentati in questa legislatura diversi progetti di legge da parte di esponenti di entrambi i poli, che puntano alla progressiva eliminazione degli animali all'interno dei circhi e che raccolgono un consenso bipartisan. Ma che al momento sono ancora fermi alla fase di esame all'interno della commissione Cultura. Anche per questo la Lav ha deciso di alzare la voce.

CONTRIBUTI E VIOLAZIONI - Sabato e domenica nelle piazze di centinaia di città saranno raccolte firme a sostegno di una petizione che sollecita governo, parlamento e amministrazioni locali «a garantire la conversione dei circhi in spettacoli senza animali». L'intento, insomma, è valorizzare l'arte circense intesa come espressione dell'abilità, della destrezza e della bravura dell'uomo e non invece come esibizione e sfruttamento di animali utilizzati al di fuori del loro habitat naturale e costretti a vivere, nella loro esistenza itinerante, in condizioni di oggettivo disagio e malessere. «L'Italia - fanno notare alla Lav - detiene il record negativo del numero elevato di imprese circensi. E lo Stato italiano finanzia i circhi con animali, inclusi quelli che hanno subito condanne o denunce per maltrattamento di animali e altre violazioni». Le ultime norme in materia risalgono, appunto, alla fine degli anni Sessanta. Ma in oltre 40 anni molte cose sono cambiate, a partire dalla sensibilità collettiva. E per questo i promotori dell'iniziativa ritengono che sia giunto in momento di intervenire. «Il contributo pubblico ai circhi in Italia si aggira tra i 5 e i 7 milioni di euro annui - sottolineano ancora quelli della Lav, che precisano che il contributo per il 2010 è stato pari a 6 milioni e 253 mila euro -. A queste notevoli cifre di denaro non corrisponde però un'azione di controllo efficace rispetto ai casi di maltrattamento o di acquisizione e impiego di animali appartenenti a specie protette ed esotiche, poiché la legge proibirebbe in tali casi l'erogazione di qualsiasi sostegno economico. Ma ciò di fatto non avviene».

«CIRCO SI', ANIMALI NO» - Secondo l' associazione animalista occorre vietare nuove acquisizioni di animali e di impegnare lo Stato a favorire, oltre che la riconversione delle imprese circensi in «circhi contemporanei», dove cioè si esibiscono solo le persone, anche la graduale ricollocazione della fauna da spettacolo in strutture e centri di accoglienza in grado di ospitarla e di garantirne il benessere. C'è poi un invito alle singole amministrazioni comunali: emanare ordinanze che pongano forti limitazioni sugli animali consentiti al seguito dei circhi, con particolare riguardo alle specie in via di estinzione. «Nessuno vuole penalizzare il mondo circense - spiega Nadia Masutti, responsabile del comparto circhi per la Lav -, né tantomeno mettere a repentaglio posti di lavoro. Quello che si vuole è rivalutare l'arte circense che potrà essere valorizzata solo attraverso l'eccellenza delle prestazioni umani e sottraendo finalmente gli animali ad un'esistenza fatta di sottomissione, prigionia, addestramento e lavoro».

IL SOSTEGNO DEL MINISTRO - L'iniziativa della Lav ha l'appoggio del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che in occasione del via ufficiale alla campagna - avvenuto simbolicamente al Colosseo con l'esibizione del Circus Bosh che non utilizza artisti non umani - ha fatto pervenire un messaggio semplice e chiaro: «Non porterò mai il mio bambino di 5 anni al circo con animali». L'esponente di governo ha parlato di «una certa cattiva pedagogia, ormai fuori dal tempo, che insegnava ai bambini a considerare gli animali giocattoli viventi che non meritano rispetto. Mio figlio non entrerà mai sotto il tendone di un circo che spettacolarizza lo sfruttamento degli animali. Non è questo l'insegnamento che ritengo debba essere dato. L'elefante, il leone, la tigre e tutte le altre splendide creature sono nate per essere libere nel loro habitat».

DALLA PARTE DEI CIRCENSI - Ma nella coalizione di governo c'è anche chi si schiera dalla parte dei circensi. E' ad esempio il senatore del Pdl, Valerio Carrara, secondo cui «quella del circo è una vera e propria cultura che si basa sul rispetto degli animali.L’amore per gli animali è nel Dna circense in quanto senza essi, non esisterebbero i circhi». Carrara, che è intervenuto dopo aver sentito uno spot radiofonico che promuove l'iniziativa della Lav, ha assicurato «l’impegno personale a vigilare affinché certe proposte non abbiano un seguito. Il pensiero metropolitano animalista non deve avere il sopravvento, non dobbiamo infatti dimenticare che prima come adolescenti, poi come adulti, abbiamo potuto ammirare dal vivo la bellezza di certi animali solo andando al circo con la nostra famiglia e i nostri amici».

Alessandro Sala

Fonte: Corriere Animali