"Save the dogs": la Romania verso una nuova strage di cani randagi



Di fronte alle pressioni dell’opinione pubblica - già provata da una crisi economica drammatica e dal recente scandalo delle dogane - il Parlamento sembra aver voltato le spalle ad una legge che venne votata dai deputati romeni quasi all’unanimità 3 anni fa. Oltre a consentire ai sindaci di eliminare i randagi, la legge presenta altri aspetti che il mondo dell’associazionismo e della società civile considera anticostituzionali. Tra questi, il divieto per le onlus di entrare nei canili pubblici per verificarne la gestione e le pesanti limitazioni all’adozione dei cani presenti nelle strutture.

Tra le grandi sostenitrici della proposta vi è Elena Udrea, Ministro dello Sviluppo e del Turismo molto vicina al Presidente, che ha accusato le associazioni animaliste di non avere interesse a risolvere il problema del randagismo endemico e di ostacolare le autorità.

“Il Ministro Udrea sostiene di voler importare il modello degli USA - dichiara la Presidente di Save the Dogs Sara Turetta - dove i cani abbandonati vengono soppressi dopo due settimane, ma dimentica le differenze sostanziali tra la situazione americana e quella rumena. L’OMS – continua Turetta – ha sottolineato più volte che il randagismo endemico non si risolve con la rimozione dei cani dal territorio ma solo con piani di sterilizzazione e vaccinazione di massa e tramite l’identificazione degli animali di proprietà. Provvedimenti mai attuati dalle autorità rumene. Lo slogan del Ministro Udrea “Enter The Carpatian Garden” – conclude Turetta - diventerà presto un invito paradossale per i turisti a passeggiare tra migliaia di cadaveri di cani randagi”.

Fonte: La zampa.it