Avvelenamenti, emergenza senza prececenti


“I veleni usati nelle esche non sono i soliti topicidi o lumachicidi - ci spiega il presidente dell’Apas Emanuela Stolfi - ma veleni potentissimi, con effetti simili alla stricnina”. I veterinari spiegano come questi abbiano effetti ben diversi dai primi, in quanto capaci di uccidere l’animale che li ingerisce anche in pochi minuti. E così è avvenuto in molti casi. Le aree a rischio vanno dai portici di Borgo e dintorni, al percorso di Fonte dell’Ovo, fino via Carrare, e zona Montecarlo. “C’è un vero killer in azione, uno psicopatico - spiega l’Apas - qua bisogna intervenire per fermarlo, altrimenti la lista delle vittime si allungherà”. E gli animalisti sollecitano maggiore attenzione e mobilitazione da parte degli uffici competenti e delle forze dell’ordine. “Finora non c’è stata - accusa il presidente dell’Apas - da settimane arrivano denunce alla gendarmeria e segnalazioni agli uffici, ma ancora nessuno ha preso in seria considerazione la vicenda”.

E’ singolare che ai centri veterinari dove sono conservate le esche velenose (si tratta di rotolini di grasso cosparsi di veleno) nessun ufficio competente abbia avanzato richieste per procedere con le analisi. “E non sono stati neppure contattati dalle forze dell’ordine” rivela l’Apas. Le stesse guardie ecologiche, denunciano gli animalisti, sollecitati a controlli sul territorio per verificare la presenza dei bocconi avvelenati, avrebbero risposto che non era di loro competenza ma del servizio veterinario. “E’ questo generale immobilismo ciò che mi preoccupa maggiormente - annota la Stolfi - tutti sono stati allertati della situazione ma nessuno si muove: nessun esame, nessun presidio nelle zone a rischio”. Proprio ieri gli attivisti dell’Apas hanno invitato alcuni signori di riportare i propri cani a casa. Stavano infatti passeggiando in una delle aree più a rischio (Montecarlo). L’Apas si prepara a correre ai ripari. Da domani inizieranno appostamenti serali e un volantinaggio. “In questi volantini inviteremo i cittadini a non andare a passeggio con i cani nelle zone pericolose e cioè i portici di Borgo e i dintorni,Fonte dell’Ovo, via Carrare, e zona Montecarlo.

Ma nel frattempo è fondamentale che le autorità si muovano per identificare il colpevole o i colpevoli - sollecitano - è inutile fare normative in difesa degli animali se poi non vengono applicate”. Nel frattempo arrivano anche denunce di numerosi casi di piccioni trovati morti e agonizzanti in Città (via Gino Giacomini). Qualcuno ha anche ipotizzato collegamenti con le esche velenose, ma di questo non ci sono ancora conferme.

Fonte: San Marino Word