Il Criminologo Picozzi al Corriere Romagna: il killer dei cani non lo prenderanno


Queste le informazioni base per il criminologo: il killer ha già ucciso 23 cani, ne ha avvelenati una trentina, allargando la sua azione a macchia d’olio. Ha colpito in occasione di eventi pubblici — la mostra canina -, e solo a San Marino. Usa una sostanza tossica, il pesticida Endosulfan, bandito dal commercio in Italia e le cui tracce non sono state trovate in nessun negozio sammarinese. «Chiunque faccia più di tre vittime in luoghi e tempi diversi è definito un assassino seriale — spiega Picozzi – serial killer è colui che si eccita nel selezionare la sua preda, prepara il colpo, agisce “scaricandosi”, poi si raffredda e riparte».

Cosi è: lui sparge polpette, attende, colpisce. Per qualche giorno o settimana rimane nel buio, pol colpisce ancora. «Se il killer agisce solo a San Marino — aggiunge Picozzi — sa bene che le sue gesta vengono riprese e amplificate: in lui c’è probabilmente l’idea di lanciare una sfida», Ma la crudeltà sugli animali può essere sintomatico di qualcosa dl altro? «Di certo, e una persona che accerta di prendersi dei rischi fosse anche quello di colpire delle persone, quindi, ma Picozzi sta ben attento a non allarmare – Il fatto che abbia agito in occasione della mostra canina ne è un esempio. ln lui, l’escalation è veloce».

Ma da quale follia parte l’idea di una sfida simile? «A questa persona dev’essersi innescato qualcosa: l’azione di un klller è sempre preceduta da periodi prolungati di fantasie, si passa all’azione solo quando c’è un evento traumatico che non è detto coinvolga, in questo caso, un cane. Basta gli sia successo qualcosa che lo abbia umiliato o frustrato. Età, livello di istruzione, sesso: sono tutti particolari che si riescono ad evincere dal suo modo di agire? «Dipende da come il killer sia riuscito a ottenere il veleno, da come lo usa o prepara le esche, ma questi sono tutti aspetti che, di certo, gli inquirenti avranno già e si tengono ben stretti: sono informazioni utilissime a scovare il responsabile. Anche se non è nemmeno escluso che il killer avesse in casa da anni il pesticida», ipotizza Picozzi.

Fonte: Corriere Romagna