Dal Dipartimento Sanità norme di comportamento in caso di avvelenamento di cani


Misure precauzionali per evitare che i nostri animali ingeriscano esche o bocconi avvelenati.

Il cane è un curioso e spesso vorace assaggiatore. Il cucciolo generalmente ingoia quasi tutto quello che trova.

Se possedete un cucciolo avrete sin dall’inizio la possibilità di educarlo a mangiare solo quello che gli viene offerto dal padrone o dalla persona che di solito se ne cura.

Se il vostro cane è già adulto, ciò potrà risultare non così facile, ma il vostro cane può comunque imparare cose nuove e fare propria una nuova abitudine.

Oltre all’educazione, la prevenzione dall’avvelenamento casuale è praticabile unicamente con l’adozione della museruola. Questo accessorio, sicuramente limitante e irritante per il vostro amico, può però rivelarsi la sua unica salvezza. Non temete quindi di adottarlo, specialmente durante le passeggiate nelle quali i cani andranno condotti al guinzaglio come recita la norma citata sopra.

In caso di eventuale avvelenamento

Se temete che il vostro animale sia caduto vittima di un avvelenamento fate molta attenzione ai seguenti sintomi: ipersalivazione, starnuti, tosse, sintomi di soffocamento, tremori muscolari.

In genere i sintomi compaiono dopo un lasso di tempo la cui durata può dipendere sia dalla qualità che dalla quantità di veleno ingerita; solitamente comunque entro 15-20 minuti.

Nel caso specifico degli organo clorurati (il veleno in questione) possiamo notare manifestazioni di carattere neurologico: convulsioni, tremori, irrigidimenti, perdita di coscienza accompagnate a volte anche da vomito, spasmi, dolore, malessere generale.

Misure di primo aiuto

Il proprietario dovrebbe apportare le misure di primo aiuto al suo animale, ancora prima di recarsi presso un veterinario, e solo fino al momento in cui l’animale sia ancora in stato cosciente. Queste misure di primo intervento non sostituiscono ovviamente la visita veterinaria, ma vogliono essere misure precauzionali e di preparazione ad essa.

Le misure di primo intervento variano sostanzialmente a seconda del tipo di contatto con la sostanza velenosa: in caso di ingestione del veleno in oggetto bisogna provocare immediatamente il vomito.

L’induzione al vomito deve però avvenire alla condizione che l’animale sia cosciente, attivo e cooperativo

Il vomito può essere indotto in diversi modi: il più facile, efficace e privo di pesanti controindicazioni è quello di ricorrere all’uso del Perossido di idrogeno – acqua ossigenata (3 %) per bocca, il cui dosaggio dovrà essere di almeno un cucchiaio ogni 10 chili di massa corporea.

È consigliabile acquistare in anticipo questa sostanza, portarla con se durante le uscite, in modo da poterla somministrare con urgenza all’animale intossicato.

Se il proprietario nutre solo il sospetto di avvelenamento, ma non sa stabilire l’esatta natura della sostanza tossica, deve recarsi con urgenza presso il Medico veterinario di fiducia, senza fornire  primi soccorsi all’animale: interventi di primo aiuto hanno senso solo se si è a conoscenza della natura dell’avvelenamento o della sostanza tossica che lo ha causato.


Segreteria di Stato alla Sanità – Dipartimento Prevenzione ISS