Una triste testimonianza



Noi esseri umani(!), troppo spesso sembriamo non renderci conto, che tutte le nostre azioni, i nostri orgogli, le nostre ambizioni, anche le più legittime, spesso non  sono compatibili con il fragile equilibrio del mondo che ci accoglie. Infierire sui bimbi innocenti, è giustamente considerato,(almeno per ora!), un atto barbaro e ingiustificato. Lo stesso, non sempre accade nei confronti delle specie animali.

Eppure loro ci regalano il loro amore gratuitamente. Perché mai devono pagare il prezzo del nostro imbarbarimento con la loro vita? Una vita tolta, non è come un baratto che si può ricomprare: è tolta per sempre! Abbiamo visto il dolore di due anziani coniugi; anch’essi come noi hanno vissuto l’agonia e la morte straziante dei loro amatissimi amici: due gatti. Non sanno farsene una ragione. A chi potevano creare problemi? Ed ora chi farà loro compagnia durante il giorno, mentre tutto intorno la casa sembrerà terribilmente vuota e triste? 

Non crediamo neppure, in questi casi, che citare il Natale come viatico, o come speranza, serva a molto. Ci vuol poco a verificare che purtroppo, avere una fede che proclama amore  e solidarietà con le sole parole, non basta più. Non l’avremmo mai pensato, ma l’amore e la solidarietà nasce solo quando si vive un’intera vita con coerenza e con senso civico.
Ben venga anche in aggiunta, una professione di  fede religiosa, se coerente. Ma guai a chi tollera in seno alla religione questi diffusi sensi di presunta superiorità sul mondo animale. Non si dimentichi che la notte di Natale erano gli uomini malvagi che cercavano i primogeniti per ucciderli, mentre Maria e Giuseppe trovarono rifugio in una stalla.

Dati i tempi miseri di allora, non poteva che essere lurida e puzzolente, ma con due meravigliosi animali che con il loro alito hanno salvato la vita del futuro Gesù di Nazareth. E poi non gli animali, ma gli uomini lo hanno ucciso su una croce. La natura non teme né le guerre, né le pestilenze.  Essa  ha l’anticorpo per inglobare e digerire tutto, piano-piano.

In realtà siamo noi che con le guerre, con le radiazioni nucleari, con gli odi fratricidi, con l’uso criminale dei pesticidi, ci uccidiamo e lasciamo ai nostri figli una pessima eredità.Non crediamo che le cose debbano andare sempre cosi’.  Se per qualcuno il rispetto reciproco è solo un’utopia, sappia che nel nostro progetto di mondo futuro, le buone utopie sono le nostre speranze.Quando si tocca il fondo si può solo risalire, l’importante è prenderne coscienza, ed impegnarsi singolarmente. Ce la possiamo fare".

Laura FREZZATO e Carlo SIMONE